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Storia del Museo Civico di Taverna

1989

Con delibere del Consiglio Comunale di Taverna n. 323 e 398 furono ufficializzati i primi atti di fondazione dell’istituendo museo, vista la disponibilità professionale di chi scrive: «ad assumersi il compito volontario di ordinare il materiale ed allestire la sala museo, nonché affidando al predetto l’incarico per la direzione, con un simbolico compenso annuo di lire cinquecentomila». I documenti vennero approvati dalla Giunta Municipale presieduta dal sindaco Felice Foresta, che espresse la prima volontà operativa di costruire per la città di Taverna un luogo e una istituzione diretti all’attività culturale, al recupero e alla valorizzazione dell’esistente patrimonio artistico, alla conoscenza dell’opera di Mattia Preti e alla divulgazione dell’arte contemporanea in Calabria.

1990

A gennaio, con l’allestimento della mostra di Mimmo Rotella, si aprì il Centro Museografico – Dipartimento Arti Visive del Comune di Taverna in una stanza di otto metri per otto. La mostra documentale dedicata all’ideatore del dècollage venne allestita con poche opere, concesse in prestito da collezionisti privati e con un catalogo fatto di fotocopie spillate. Rotella inaugurò personalmente quel primo spazio, laboratorio per l’arte contemporanea, festeggiato dagli amministratori dell’epoca e da un gruppo di giovani artisti.

Nello stesso anno ci fu l’incontro con Angelo Savelli “il Maestro del bianco” e la sua decisione di esporre a Taverna insieme al fratello Carmelo Savelli. Le due mostre vennero curate direttamente dagli artisti, che da New York e da Manziana in Roma portarono le loro esperienze creative nella patria di Mattia Preti; proprio a quest’ultimo, Angelo Savelli dedicò, in quell’occasione, l’installazione avente come tema il superamento del tempo e nel pannello frontale trascrisse: «O Calabro di Grazia Cavalier sul tempo Gloria».

A completamento del programma annuale, con i pochi fondi a disposizione, vennero realizzate le esposizioni: Beni Culturali, problematiche di recupero e valorizzazione e le personali di Antonio Scarpino, Mario Naccarato e Alessandro Russo.

1991

A cura dell’ormai istituito e operante Centro Museografico venne realizzata la prima mostra documentaria sull’Opera Omnia di Mattia Preti.

La sala espositiva e l’attiguo chiostro di San Domenico ospitarono, nello stesso anno, la personale di Pino Pingitore e la rassegna, curata da Teodolinda Coltellaro Nel più ampio cerchio: angolazioni e prospettive della visione nell’arte contemporanea, realizzata con il fondamentale contributo di Angelo Savelli che coinvolse noti esponenti delle avanguardie artistiche americane quali: Stamos, Marca-Relli, Scarpitta, Barnet, Ferber e Pavia.

1992

In quell’anno si registrò la trasformazione del Centro Museografico a Museo Civico di Taverna i cui organi istituzionali, statuto e regolamento furono approvati dall’Amministrazione guidata dal sindaco Felice Foresta, con le delibere del Consiglio Comunale n.15, 37 e 38.

Nel mese di agosto più di cento artisti, tra cui si ricordano Vincenzo Accame, Luciano Caruso, Betty Danon, Flavio Piras, Pablo Echaurren, Nicola Frangione e Ruggero Maggi, aderirono alla mostra itinerante, tra Martirano (Cz), San Mango d’Aquino (Cs) e Lamezia Terme (Cz), di Mail Art Nella natura l’origine dell’arte, curata da Teodolinda Coltellaro. Nello stesso mese venne realizzata la rassegna Po-Poli di terra e di mare, sempre a cura di Teodolinda Coltellaro, con il contributo scientifico di Lidia Reghini di Pontremoli e gli artisti Antonio Caporale, Mino Martella e Wang Po Shu, che crearono alcune installazioni nel chiostro e nell’antica spezieria dell’ex convento di San Domenico.

L’anno si concluse con la concessione ad Angelo Savelli della cittadinanza onoraria di Taverna: «per l’alto valore artistico della sua ricerca e come segno di riconoscenza per il contributo profuso alla crescita del museo».

1993

Max Marra espose le sue Lavagne nella saletta dell’antica spezieria dei frati domenicani, piccolo spazio recuperato alla fruizione e funzionante, già a suo tempo, come seconda sala espositiva del Centro Museografico. Si avviò, inoltre, una prima catalogazione delle opere e dei manufatti esistenti nei depositi del Palazzo Municipale, finalizzata al loro recupero conservativo e fruitivo.

1994

L’esposizione di un gruppo di disegni ed incisioni dell’artista rumeno Valentin Lustig, anticipò l’apertura del primo livello dell’ormai istituito Museo Civico di Taverna, che fu ufficialmente inaugurato il 2 ottobre con la rassegna Dal corpo all’infinito, curata da Francesca Alfano Miglietti, ricordata dalla critica come una delle più belle mostre d’arte contemporanea fino ad allora realizzate in Calabria. Nei recuperati spazi del quattrocentesco edificio conventuale, Mimmo Rotella (presente alla cerimonia d’apertura) espose insieme a Franco Angeli, Arman, Alighiero Boetti, Cesar, Christo, Tano Festa, Fabio Mauri, Vettor Pisani, Mario Schifano, Daniele Spoerri, Piero Viti; inoltre venne allestita una sezione dedicata a giovani artisti per la quale furono selezionati: Davide Bertocchi, Mario Dellavedova, Cesare Fullone, Sabrina Mezzaqui, Marco Samorè, Andrea Sperni e Maurizio Turchet.

La necessità di coinvolgere il territorio con l’attività del museo diede vita al progetto In Selva al quale parteciparono numerosi artisti calabresi: Alfredo Granata, Giovanna Sgambelluri, Gianni Verdiglione e Sabrina Marotta, che furono ideatori e costruttori di installazioni polimateriche in simbiosi con il contesto naturale della Sila tavernese.

1995

L’apertura della Pinacoteca del museo, già arricchita da importanti donazioni da parte di autori contemporanei, rese ancor più concreto il recupero e la valorizzazione fruitiva di opere d’arte pertinenti al patrimonio demaniale, abbandonate in alcuni depositi del Palazzo Municipale o in spazi secondari della chiesa monumentale di San Domenico.

A seguito del ritrovamento da parte della restauratrice Caterina Bagnato dell’ultimo Autoritratto di Mattia Preti, nei depositi della Galleria degli Uffizi in Firenze, fu avviata una raccolta di fondi, che unitamente al contributo del Comune di Taverna e delle Grafiche Abramo di Catanzaro consentì di finanziare il restauro del dipinto, curato dalla stesso museo fiorentino ed eseguito da Stefano Scarpelli. La tela fu eccezionalmente concessa in prestito dal direttore della Galleria, Annamaria Petrioli Tofani, ed esposta nel Museo Civico di Taverna dopo circa due secoli di oblio.

Un secondo scambio culturale con la città di Firenze venne positivamente attuato con la mostra di Giampiero Poggiali, che espose prima al museo di Taverna e successivamente al museo “Marino Marini”;  il catalogo della mostra, curato da Pierre Restany fu pubblicato dal museo di Taverna.

La scomparsa di Angelo Savelli, oltre a costituire una grave perdita per l’arte contemporanea, interruppe i contatti che l’artista aveva intrapreso con i maggiori esponenti delle avanguardie americane, invitati ad esporre al museo di Taverna nell’ambito di un ambizioso progetto mai più realizzato.

1996

Con delibera n. 32 del 5 agosto il Consiglio Comunale, presieduto dal sindaco Felice Foresta, approvò il rinnovo degli organi istituzionali del museo.

Liliana Esteri, vedova di Carmelo Savelli scomparso nel 1991, decise di donare al museo una raccolta di ventisei lavori dell’artista, databili dagli anni 1940 al 1991; a gennaio ci fu l’inaugurazione della sala permanente del museo dedicata all’artista, originario di Pizzo Calabro, presentata con il contributo storico-critico di Anna Russano Cotrone.

Nel mese di maggio il museo partecipò al “Salone Internazionale del Libro” di Torino nello spazio espositivo della Regione Calabria.

Nel mese di ottobre, con missione ministeriale concessa dal soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure Giorgio Bonsanti e dal direttore del Laboratorio Scientifico Mauro Matteini, fu portato a termine il primo studio scientifico su un corpus di sette dipinti pretiani presenti a Taverna. Gli studi proposti dalla restauratrice Caterina Bagnato, responsabile dall’istituito Laboratorio di Restauro, Conservazione e Ricerca del Museo Civico di Taverna, vennero condotti dai tecnici del Laboratorio Scientifico e di Restauro dell’Opificio: Carlo Lalli, Alfredo Aldrovandi e Ottavio Ciappi. I risultati delle indagini costituiscono, ancora oggi, una basilare banca dati per i futuri approfondimenti sulla conoscenza della tecnica artistica dei fratelli Gregorio Preti e Mattia Preti.

1997

Con l’approssimarsi del terzo centenario della morte di Mattia Preti (1699-1999) furono previste e realizzate, a cura della Direzione del museo, tre mostre dedicate al Cavalier Calabrese: Mattia Preti – documenti dal 1699, allestita nella “Galleria Centrale” di Catanzaro; San Sebastiano nei dipinti di Mattia Preti, allestita nella chiesa di Santa Barbara in Taverna; Il disegno di San Pietro Celestino di Mattia Preti, acquistato dal museo nell’asta londinese di Sotheby’s del 17 aprile.

Di fondamentale importanza fu la pubblicazione del catalogo dei dipinti di Mattia e Gregorio Preti a Taverna, curato da John T. Spike con il contributo documentario di chi scrive, illustrato dalle foto di Alfonso Mongiu e stampato dal Centro Di in Firenze; l’opera editoriale fu realizzata grazie al finanziamento di Salvatore Salerno, tavernese emigrato a Monza.

La famiglia dello scomparso dottore Vincenzo Piterà Quattromani decise di donare al museo l’intero mobilio dell’antica farmacia di Taverna; fu un primo positivo segno della crescente coscienza locale a favore della giovane istituzione museale.

L’anno si concluse con la mostra documentaria Capolavori d’arte organaria restaurati in Calabria, a cura della Soprintendenza per i Beni Culturali della regione e per l’istituendo Settore Arte Contemporanea; con la creazione nella sede della Pro Loco di Villaggio Racise di una serie di moderne pinakes, realizzate da un gruppo di artisti in occasione della seconda edizione di In Selva; tra questi ultimi si sottolinea la presenza del poeta e scrittore amodale Luigi Bianco.

1998

Dopo lunghi anni di restauro, a cura della Soprintendenza della Calabria, venne aperta al pubblico la nuova ala del museo: circa cinquecento metri quadrati divisi in sette spazi situati al primo piano del recuperato Palazzo San Domenico, che si aggiunsero alle esistenti sei sale espositive del piano terra. La spettacolare mostra inaugurale fu di Dolores Puthod che realizzò un pannello dipinto per la raccolta di Taverna, durante la performance teatrale con Ferruccio Soleri Sguardi sulla commedia dell’Arte. Tra le opere esposte una grandiosa tela di undici metri lineari avente come tema la Rivoluzione Francese.

Nel mese di ottobre quindici artisti, invitati dal Museo Civico di Taverna, esposero al Museo Nazionale di Malta la mostra dal titolo Passaggi d’oltremare, curata da chi scrive, da Teodolinda Coltellaro e da Dominic Cutajar, direttore del museo di Valletta. Nell’occasione fu presentata la collezione telecard pretiane prodotte dalla Maltacom; entrambe le iniziative rientravano negli scambi programmati dal Comune di Taverna con la Repubblica di Malta, in previsione dell’anno pretiano 1999.

Anna D’Elia presentò nel mese di dicembre la mostra fotografica L’ombra sull’orlo della luce, immagini della Calabria di Ombretta Gazzola; venne contestualmente aperto il Settore Arte Contemporanea del museo con le opere di noti esponenti della ricerca visiva del Novecento.

La programmazione annuale si concluse con l’importante convegno di studi dedicato alle opere di Gregorio Preti e Mattia Preti a cui presero parte: John T. Spike, il soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze Giorgio Bonsanti, insieme al direttore del Laboratorio Scientifico Mauro Matteini, ai suoi collaboratori Ottavio Ciappi e Carlo Lalli, unitamente alla restauratrice Caterina Bagnato, responsabile del Laboratorio di Restauro, Conservazione e Ricerca del Museo Civico di Taverna e curatrice della pubblicazione Gregorio e Mattia Preti nel tempo e nel luogo. Studio scientifico sulle opere pretiane di Taverna, edita per i quaderni “Museolaboratorio”.

1999

 Nella monumentale chiesa di San Domenico, il 3 gennaio 1999 si celebrò il terzo centenario della morte di Mattia Preti (Taverna 1613 – La Valletta 1699). Alla funzione eucaristica officiata dal Metropolita di Catanzaro-Squillace monsignor Antonio Cantisani, seguì un recital del compianto attore Riccardo Cucciolla che con la sua indimenticabile voce lesse alcuni mirabili brani critici, scritti su Mattia Preti da Alfonso Frangipane.

La partecipazione del museo di Taverna alle mostre pretiane di Malta e Capodimonte, con il prestito del disegno raffigurante L’Apoteosi di San Pietro Celestino, anticipò la programmazione nella sede museale delle tre sezioni espositive: Mattia Preti pittore del sacro; Il giovane Mattia Preti; Studi scientifici sulle opere pretiane di Taverna presentate nei mesi di giugno e agosto. Nel contesto storico ove l’artista nacque circa quindicimila visitatori ammirarono quaranta suoi dipinti, unitamente al vasto ed eterogeneo patrimonio artistico esistente: dagli Autoritratti di Taverna e Firenze, alle opere di Malta, a quelle dell’Accademia di San Luca, della Fondazione Longhi e di prestigiose collezioni private.

Il contributo della città natale del Cavalier Calabrese fu reso ancor più ricco e significativo con la pubblicazione delle opere editoriali: I Capolavori di Mattia Preti a Taverna, (CD-Rom) curato dalla Direzione del museo e dalla Società Tesi; Mattia Preti, catalogo ragionato dei dipinti curato da John T. Spike edito da Centro Di di Firenze. Altre iniziative, quali: la pubblicazione di una scheda telefonica da parte della Telecom Italia; la realizzazione del progetto Enel per l’illuminazione delle opere di Mattia Preti e della chiesa di San Domenico a Taverna conclusero le manifestazioni pretiane del 1999.

Nel mese di novembre, grazie al contributo della Regione Calabria, la Giunta Municipale deliberò l’acquisto da una collezione privata di Catanzaro del dipinto raffigurante San Giovannino, attribuito all’ambito o cerchia di Mario Minniti (Siracusa 1577-1640).

2000

Nel mese di febbraio, a cura di Teodolinda Coltellaro, venne allestita la rassegna d’arte contemporanea Passaggi d’oltremare con le opere di: Angelo Savelli, Carmelo Savelli, Francesco Guerrieri,  Mario Parentela, Giuseppe Gallo, Francomà,  Max Marra,  Pino Chimenti,  Salvatore Pujia, Alessandro Russo,  Nicola Spezzano,  Salvatore Pepe,  Salvatore Dominelli e Sabrina Marotta.

All’elezione del sindaco Gregorio Ferrari, con delibera n.25 approvata dal Consiglio Comunale di Taverna, nel mese di maggio veniva ufficializzata la nomina dei nuovi organi istituzionali del museo.

Per la mostra dedicata all’anno giubilare Il sacro nell’arte contemporanea calabrese allestita nella sala “Alfonso Frangipane” furono invitati: Giovanni Marziano, Maurizio Carnevale, Alessandro Russo e Giuseppe Celi.

A dicembre, dopo due lunghi anni di lavoro, il Laboratorio di Restauro, Conservazione e Ricerca del Museo Civico di Taverna portò a termine il recupero di undici preziosi dipinti appartenenti al patrimonio artistico della città. L’importante e complesso restauro, finanziato dalla Comunità Montana della Presila Catanzarese, fu coordinato da Rita Iannace, funzionario della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico per la Calabria, diretto e realizzato da Caterina Bagnato con l’assistenza tecnica in laboratorio di Giusi Frustaci, Rossella Rizzo e Marcella Zangari. Queste le opere restaurate: Museo Civico = Gregorio Preti (Taverna 1603-Roma 1672), Jaele che uccide Sisara; Ignoto pittore sec. XVII, Madonna di Costantinopoli; Ignoto pittore sec. XIX, Ritratto di Giuseppe Cua. Oratorio del SS. Salvatore = Saverio Santacroce sec. XVIII, Cristo Redentore e Incredulità di San Tommaso. Chiesa di Santa Maria Maggiore = Francesco Colelli (Nicastro 1734 – Zagarise 1820), San Fortunato Martire; Cristoforo Santanna (Marano Marchesato 1735-Rende 1805), Trapasso di San Giuseppe. Chiesa di San Martino = Giovanni De Simone sec. XVII, Sacra Famiglia; Ignoto pittore d’ambito solimenesco secc. XVII-XVIII, Immacolata e Santi. Per la gran parte dei dipinti si trattò di un vero e proprio salvataggio, al limite delle possibilità di recupero, tali erano le loro iniziali condizioni di conservazione. Grazie al restauro le undici tele, dislocate nei principali  edifici ecclesiastici e nel museo della città, vennero nuovamente ammirate nei loro irripetibili valori storici ed estetici.

2001

Da febbraio a marzo per la mostra I segni del Sacro-Croci e Crocifissi in Calabria, a cura di Giuseppina Mari ed allestita a Palazzo Arnone in Cosenza, vennero concessi in prestito alla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico per la Calabria la scultura lignea del Crocifisso, opera d’ignoto artista meridionale del sec. XV, unitamente al dipinto di Mattia Preti raffigurante La Crocifissione, entrambi pertinenti la chiesa monumentale di San Domenico in Taverna.

La programmazione espositiva del museo si intensificò con nove progetti dedicati al recupero del patrimonio perduto e all’arte contemporanea: Taverna Città d’Arte. Il patrimonio perduto; Giuseppe Rocca – Realtà sognate; Luigi Bianco – L’eremita Amodale (rassegna video); Giovanni Sesia; Piero Vignozzi; Twin Towers  di Antonio Froio. Da ottobre a dicembre Laboratorio di RestauroRestituzioni, a cura di Caterina Bagnato,  in collaborazione con la Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico per la Calabria. Chiusero la programmazione nel mese di dicembre le mostre di Mimmo Rotella ed Omaggio ai grandi Maestri del ‘900, in collaborazione con la Galleria Prometeo di Catanzaro e di Marco Nereo Rotelli e con il Museo d’Arte Contemporanea di Gibellina; quest’ultima con l’installazione del manifesto poetico U.M.A.N.I.T.A’. con testi di Vincenzo Consolo, Giuseppe Conti, Mario Luzi, Valerio Magrelli, Alda Merini, Fernanda Pivano, Edoardo Sanguineti, Maria Luisa Spaziani, Harald Szeemann.

Nel mese di giugno il Comitato Scientifico approvò la programmazione biennale, che comprese una serie di iniziative (studi, mostre, convegni, pubblicazioni) riguardanti Gregorio Preti finalizzate agli eventi celebrativi del 2003, anno in cui ricorreva il IV centenario della nascita del primo maestro di Mattia Preti.

Nel mese di luglio il museo e la chiesa monumentale di San Domenico ricevettero la visita della regina del Belgio Paola Ruffo di Calabria

A novembre fu portata a termine l’attuazione del progetto P.O.P. Si realizzarono, grazie all’importante finanziamento della Regione Calabria, Assessorato alla Cultura, la catalogazione dell’opera omnia di Mattia Preti, la sala multimediale “Gian Lorenzo Anania”, il primo Sito Internet del museo, gli apparati didascalici e un servizio di audiovideoguide per i visitatori del museo e della chiesa monumentale.

2002

Undici progetti espositivi furono programmati e realizzati nei due settori del museo: gennaio/dicembre Mattia Preti – San Girolamo penitente, in collaborazione con la Banca di Credito Cooperativo della Sila Piccola – Taverna; giugno/settembre Il restauro di “Jaele che uccide Sisara”, a cura di Caterina Bagnato; luglio/settembre Mattia Preti -Disegni inediti, in collaborazione con il National Museum of Fine Arts e la National Library di Valletta – Malta.

Maggio: Carmelo Aiello – Paragrafi, a cura di Luciano Caruso.

Giugno: La Donazione Drei-Guerrieri, in mostra la preziosa donazione dei coniugi artisti, fondatori del “Gruppo 63” e di “Sperimentale P”.  Tra le opere: un dipinto e un gruppo di disegni e sculture di Ercole Drei, un multiplo di Giacomo Balla, grafiche e disegni di Mirella Bentivoglio, Bice Lazzari, Vincenzo Arena, Giovanni Campus, Franco Grignani, Lorenzo Guerrini, Achille Pace, oltre ad una cospicua selezione di lavori realizzati dagli stessi Lia Drei e Francesco Guerrieri.

Giugno/luglio: Francesco Guerrieri.

Agosto: Damiano Damiani, mostra di dipinti e rassegna cinematografica con la partecipazione personale del noto regista, che nell’occasione decise di donare un suo dipinto per la collezione del museo.

Settembre: Mattia Preti a Malta. Studi e ricerche, a cura di Caterina Bagnato, in collaborazione con il Museo Wignacourt di Rabat (Malta), il Museo Parrocchiale di Zabbar (Malta) e l’Opifico delle Pietre Dure di Firenze.

Settembre/ottobre: Cieli Di Terra. Rassegna d’Arte Contemporanea, a cura di Teodolinda Coltellaro; in mostra le opere di Calogero Barba, Brunivo Buttarelli, Francesco Cucci, Mario De Leo, Salvatore Dominelli, Lia Drei, Giuseppe Gallo, Francesco Guerrieri, Max Marra, Antonio Pizzolante, Mimmo Rotella, Peppe Sabatino, Josè Luis Simon, Luigi Stoisa, Antonio Violetta, tutte pubblicate nel catalogo Edizioni Segno.

Nello stesso anno la famiglia Madia-De Masi per ricordare l’ingegnere Antonio Madia, scomparso prematuramente, ufficializzò la costituzione di un fondo ed una prima donazione di cinquemila euro per l’attività del museo, un nobile ed emozionante gesto che riaccese la luce del mecenatismo culturale vissuto a Taverna nel secolo XVII.

2003

Nel mese di febbraio venne ufficializzata e attivata una nuova ed importante collaborazione tra l’istituzione culturale della città di Taverna e la Soprintendenza Archeologica della Calabria, per la catalogazione dei manufatti d’interesse archeologico, ritrovati durante i lavori di restauro del complesso monumentale di San Domenico. L’allestimento di una prima Sezione Didattica-Archeologica, considerata nell’ambito del percorso espositivo, fu finanziata dalla famiglia dello scomparso ingegnere Antonio Madia al quale fu dedicato il nuovo spazio museale. Nel mese di giugno venne inaugurata la mostra Arte Serica, manufatti e iconografia pretiana, a cura di chi scrive e di Attilio Armone, con il contributo di Antonio Gaudioso.

In vista degli eventi celebrativi per il IV centenario della nascita di Gregorio Preti (Taverna 1603 – Roma 1672) venne proposto dalla Direzione del museo il programma per l’anno pretiano 2003; il documento (approvato dal Comitato Scientifico e dalla Giunta Comunale) prevedeva l’approfondimento degli studi, l’attuazione di interventi di manutenzione conservativa e valorizzazione fruitiva della raccolta pretiana esistente a Taverna, nonché l’allestimento della prima mostra  interamente dedicata a Gregorio Preti dal titolo Un Maestro ritrovato, curata da chi scrive ed inaugurata il 9 agosto. Si diede, di fatto, la possibilità di ammirare nella patria del pittore venti opere provenienti da Milano, Firenze, Arezzo, Roma, Fabriano, Sutri, Correggio, che vennero esposte nei due piani del museo, unitamente alle quattro pale d’altare conservate nei siti originari delle chiese di San Domenico e Santa Barbara, oltre a sei dipinti inseriti nella speciale sezione della mostra, appositamente dedicata agli studi e confronti attributivi con Mattia Preti ed altri autori del XVII secolo. Chiave centrale della mostra fu la suggestiva comparazione tra la Vanità della Galleria degli Uffizi e la tela tavernese di Jaele che uccide Sisara . Furono, inoltre, programmati quattro importanti Convegni aventi come tema: Problematiche di tutela e conservazione dell’opera pretiana di Taverna; Gregorio Preti, i dipinti, i documenti; La quadreria di Pietro Gabrielli a Montegiordano; I dipinti di Gregorio Preti a Taverna. I contributi furono di: Paolo Cremonesi, Matteo Rossi Doria, Caterina Bagnato, John T. Spike, Giorgio Leone, Dalma Frascarelli e Laura Testa.

In concomitanza della mostra di Gregorio Preti venne pubblicato nel mese di ottobre, a cura di John T. Spike, il volume Gregorio Preti. I dipinti, i documenti.

A fine anno venne allestita la mostra di Antonio Violetta Gli occhi del poeta, curata da chi scrive con il contributo critico di Teodolinda Coltellaro.

2004

Da gennaio a febbraio vennero prestate alla Casa del Libro Antico di Lamezia Terme per la mostra Solitari Cantori dell’Utopia. Artisti e opere dalla Collezione d’arte Moderna e Contemporanea del Museo Civico di Taverna, curata da Teodolinda Coltellaro, le seguenti opere: per la sezione i Maestri = Giacomo Balla, Ercole Drei, Mimmo Rotella, Angelo Savelli; per la sezione il Novecento – generazione anni ’10-’20 = Carmelo Savelli, Franco Grignani, Achille Pace, Bice Lazzari, Vasco Bendini, Richard Antohi, Anna Vancheri, Lia Drei, Lorenzo Guerrini, Giovanni Campus, Damiano Damiani, Mario Bizzarri; per la sezione Generazione anni ’30-’40 = Nancy Grossman, Carlo Lorenzetti, Antonio Pandolfelli, Ermanno Leinardi, Aldo Mengolini, Elisabetta Gut, Angelo Scano, Francesco Mete, Turi Sottile, Pier Luigi Vannozzi, Francesco Guerrieri, Mon Levinson, Manuela Filiaci, Carmine Di Ruggiero, Antony Panzera, Concetto Pozzati, Giampiero Poggiali, Domenico Lo Russo, Josè Luis Simòn, Gloria Persiani, Eduardo Palumbo; per la sezione Generazione anni ’50-’60 = Paolo Pancari, Marco Samorè, Salvatore Dominelli, Giuseppe Gallo, Brunivo Buttarelli, Max Marra, Antonio Violetta; infine, per la sezione Scrittura, libro d’artista e mail art = Vincenzo Accame, Carmelo Aiello, Mirella Bentivoglio, Luciano Caruso, Pino Chimenti, Lia Drei, Franco Magro, Mario Parentela, William Xerra.

Da maggio a luglio per la mostra Gregorio Preti calabrese. Un problema aperto, allestita a Palazzo Arnone in Cosenza e curata da Rossella Vodret e Giorgio Leone, vennero concesse in prestito le tele di Gregorio Preti e Mattia Preti Madonna della Purità e Madonna della Provvidenza. Il progetto comprese buona parte delle opere già esposte nella mostra Gregorio Preti. Un Maestro ritrovato, allestita l’anno prima al museo, in occasione degli eventi celebrativi per il IV centenario della sua nascita.

A luglio con la prima edizione del “Premio Biennale Mattia Preti”, realizzata con il contributo della Regione Calabria-Assessorato alla Cultura, fu concretamente avviata la prima programmazione riguardante il M.A.C.A.T. (Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Taverna). Secondo i termini richiesti dal bando vennero accettati gli elaborati dei seguenti artisti invitati: Alberto Casiraghy, Giuseppe D’Addario, Fernanda Fedi, Mavi Ferrando, Giuseppe Macchione, Antonio Pizzolante, Giampiero Poggiali, Antonio Pujia Veneziano e Antonio Violetta. La commissione, esaminati tutti gli elaborati partecipanti al concorso, decise di assegnare il premio acquisto al progetto di Antonio Violetta Gli occhi del Poeta, scultura destinata inizialmente al porticato della nuova piazza “San Sebastiano” di Taverna, oggi installata all’esterno del primo piano della struttura architettonica polivalente.

Ad agosto fu allestita la mostra Donazioni 4, vennero esposte le ultime donazioni d’arte contemporanea acquisite dal museo e comprendenti le opere di: Beppe Bonetti, Anna Boschi, Gabriella Di Trani, Mavi Ferrando, Elisabetta Gut, Eduardo Palumbo, Francesco Carmelo Palumbo, Angelo Scano, Turi Sottile e Thea Vallè. La rassegna fu curata da chi scrive e presentata in occasione della “Giornata Internazionale dei Musei”.

A novembre, per volontà della famiglia dello scomparso ingegnere Antonio Madia e con ufficiale atto deliberativo del Comune di Taverna, venne istituita la prima “Sezione Archeologica-Documentaria” del Museo Civico di Taverna, grazie alla preziosa collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, concessa dal Soprintendente Elena Lattanzi e alla fattiva e diretta partecipazione di Maria Grazia Aisa, funzionario di zona, coadiuvata dai suoi collaboratori Margherita Corrado e Antonio Gualtieri. Un progetto nuovo ed entusiasmante che costituì un piccolo ma significativo evento nella storia culturale del territorio presilano, volto soprattutto al recupero dei principali siti dell’antica Treis-chenè e della medievale Taberna: l’abbazia basiliana di Santa Maria di Pesaca, la rocca, la cattedrale di San Michele Arcangelo, la chiesa di San Marco, la torre e il cosiddetto ponte Romano.  Molteplici obiettivi di studio, ricerca scientifica e documentaria vennero finalizzati alla realizzazione di un inedito itinerario archeologico-naturalistico nel territorio di Taverna, città d’arte del neonato Parco Nazionale della Sila.

A fine anno si registrò l’avvio di un proficuo programma didattico dedicato agli studenti frequentanti le classi dell’Istituto Comprensivo n.1 di Taverna.

2005

All’elezione del sindaco Sebastiano Angotti ed all’insediamento dei rinnovati organi amministrativi del Comune di Taverna, con delibera n.21, seguì nel mese di maggio la nomina da parte del Consiglio Comunale dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Scientifico del museo civico. Nello stesso mese l’inaugurazionede lla mostra Lucecontroluce, rassegna d’Arte Contemporanea programmata in occasione della giornata europea La Notte dei Musei. Luce/i nella notte, a cura di Guglielmo Gigliotti, con testi in catalogo (oltre a quelli del curatore e di chi scrive) di: Alda Merini, Filiberto Menna, Francesco Gallo e Angelo Savelli. L’evento internazionale fu realizzato in collaborazione con la Direction des Musèes de France e con il patrocinio di: Ministero della Cultura Francese, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico della Calabria. In tre sale della galleria del museo vennero esposte le opere di: Giulio De Mitri, Francesco Guerrieri, Achille Pace ed Angelo Savelli. In occasione della mostra venne inoltre allestito un laboratorio didattico con visite guidate, a cura di Ilaria Musio con Giuseppe Di Cianni e Graziella Nisticò; il laboratorio fu frequentato dai ragazzi e insegnanti dell’Istituto Comprensivo n.1 di Taverna.

Sempre nel mese di maggio RAI International fece tappa a Taverna per documentare il patrimonio artistico  delle chiese e del museo civico, immagini che furono viste da milioni di italiani all’estero nel programma “Qui Roma” dedicato alle città d’arte più importanti.

Nel mese di agosto con la mostra  Donazioni 5 furono presentate le donazioni dell’artista Francesco Guerrieri al Settore Arte Contemporanea del museo, che si arricchì con nuove opere di: Ercole Drei, Lia Drei, Francesco Guerrieri, Antonio Pandolfelli, Chima Sunada, Ermanno Leinardi, Sergio Pucci e Simona Weller.

Ad agosto, con delibera n. 36, il Consiglio Comunale conferì agli artisti Lia Drei (alla memoria) e Francesco Guerrieri la cittadinanza onoraria: «quale doveroso segno di riconoscenza, per il notevole contributo alla crescita del museo civico e dell’arte contemporanea in Calabria». Nello stesso mese fu presentata la mostra Fuori Orario Temporaneamente, dipinti e installazioni di Pasquale Maria Cerra.

A settembre per la mostra Calabria Obras Primas. 700 anos de arte italiana, allestita al  Museu de Arte Brasileira (MAB) della Fundação Armando Alvares Pentado (FAAP) in San Paolo del Brasile,  a cura di Rossella Vodret, Giorgio Leone e Salvatore Abita, furono concesse in prestito le seguenti opere pertinenti la chiesa monumentale di San Domenico e il Museo Civico di Taverna: Gregorio Preti, Madonna della Provvidenza; Mattia Preti, Madonna del Carmelo; Antonio Sarnelli, La Pietà; Giovan Battista Spinelli (ambito), Santa Caterina da Siena.

A fine anno, in occasione della mostra Progetti per M.A.C.A.T. (Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Taverna), vennero presentati gli elaborati degli artisti: Alberto Casiraghy, Giuseppe D’Addario, Fernanda Fedi, Mavi Ferrando, Giuseppe Macchione, Antonio Pizzolante, Giampiero Poggiali, Antonio Pujia Veneziano e Antonio Violetta. Per la sezione Accademie di Belle Arti, il progetto di Carmela Meduri dell’Accademia di Reggio Calabria (opera fuori concorso). Furono, inoltre, accettate ufficialmente ulteriori donazioni per il Settore Arte Contemporanea del museo da parte di: Piero Viti, Rocco Falciano, Salvatore Anelli, Francesco Correggia e  Giulio De Mitri.

Con delibera di Giunta Municipale n. 120 furono istituiti l’Archivio e la Biblioteca Pretiana, l’Archivio e la Biblioteca dei Beni Culturali, l’Archivio e la Biblioteca per l’Arte Contemporanea del Museo Civico di Taverna.

Durante tutto l’anno proseguirono proficuamente le attività didattiche al museo, visitato attivamente dagli iscritti dell’Istituto Comprensivo n. 1 di Taverna.

2006

L’8 gennaio morì Mimmo Rotella, artista di fama mondiale al quale sarà indissolubilmente legato il ricordo della prima mostra personale allestita nel 1990 nella sala del Centro Museografico. Ai funerali del maestro partecipò una delegazione ufficiale del Comune di Taverna, città natale della sua famiglia di origine, guidata dal sindaco Sebastiano Angotti.  Nello stesso mese con delibere del Consiglio Comunale n.7 e 8 furono approvati gli aggiornamenti dello statuto e del regolamento del museo, necessari all’adeguamento agli standard di indirizzo ministeriale.

Nel mese di febbraio furono concesse in prestito le opere di Angelo Savelli, Francesco Guerrieri e Giulio De Mitri, richieste dal Comune di Reggio Calabria e dall’Associazione Calixi per la mostra Mistiche Bianche, allestita nel Castello Aragonese e curata da Vitaldo Conte.

L’attività espositiva registrò nel mese di marzo la mostra Donazioni 6, con la presentazione nella Galleria d’Arte Contemporanea delle ultime donazioni al museo da parte degli artisti: Salvatore Anelli, Rocco Falciano, Velda Ponti, Giuseppe Rocca e Piero Viti.

Con delibera della Giunta Municipale n. 44 venne ufficializzata la donazione da parte della famiglia Gironda Veraldi di Taverna di quattro pregevoli dipinti settecenteschi raffiguranti due Scene mitologiche, Paesaggio e Madonna del SS. Rosario adorata da due santi domenicani; l’ammirevole atto di liberalità fu accolto quale tangibile contributo alla crescita del patrimonio storico, artistico e culturale della città.

A maggio venne allestita la mostra Via Lucis Mediterranea, rassegna di arte contemporanea realizzata in collaborazione con la Direction des Musèes de France e programmata in occasione della giornata europea “La Notte dei musei 2006” con il patrocinio del Consiglio d’Europa, del Ministero della Cultura Francese,  del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico della Calabria, della Regione Calabria-Assessorato alla Cultura e del Comune di Taverna-Assessorato alla Cultura. Il progetto, ideato da chi scrive, venne curato dal critico d’arte Miriam Cristaldi che selezionò per l’occasione le opere di: Claudio Costa, Giulio De Mitri, Giuseppe Gallo, Mauro Ghiglione, Mimmo Rotella e Antonio Violetta.

A giugno il Comune di Taverna acquistò per la collezione del museo civico il dipinto raffigurante La Madonna con San Giovanni Battista e Santa Caterina d’Alessandria. L’opera, proveniente dalla collezione privata della famiglia Pellegrini di Roma, era una delle copie di un analogo dipinto di Jacopo Negretti, detto Palma il Vecchio (Serina di Bergamo 1480 ca. -Venezia 1528) già identificate da Philip Rylands. La tela fu segnalata da Mario Panarello, componente  del Comitato Scientifico del museo.

A luglio si inaugurò la mostra dedicata allo scultore tavernese Sebastiano Mustari (Taverna 1855-1918). Una raccolta composta da otto sculture devozionali provenienti dalle chiese di Taverna, Magisano e Petronà propose per la prima volta all’attenzione degli studiosi il lavoro di un artista, fino ad allora sconosciuto. Nell’ambito dell’allestimento, curato da chi scrive, con il contributo tecnico di Caterina Bagnato, Marcella Zangari e Maria Puleo vennero inseriti dei pannelli documentali dedicati allo scultore il cui profilo, storico e familiare, fu ricostruito da Costantino Mustari.

Ad agosto si allestì la mostra, presentata da Luigi Tallarico, di sculture realizzate dall’artista di origini tavernesi Silvio Amelio, tra le opere la Resurrection Day, Il genio di Leonardo e Omaggio a Domenico Fontana.

Dal mese di ottobre fu possibile ammirare un inedito dipinto attribuito a Luca Giordano (Napoli 1634 – ivi 1705) raffigurante La Circoncisione del Bambino Gesù, opera proveniente da una collezione privata, riscoperta e attribuita al maestro napoletano da John T. Spike.

A dicembre, nella sala “Alfonso Frangipane” della Galleria d’Arte Contemporanea, vennero presentate le nuove acquisizioni: cinque  dipinti realizzati dagli artisti Ernesto Tavernari, Francesco Correggia, Giuseppe Macchione, Pietro De Seta, Anna Poerio e un arazzo di Marta Pederzoli. Vennero, inoltre, accettate le proposte di ulteriori donazioni da parte di Velda Ponti e Primo Formentini.

A completamento delle prime acquisizioni riguardanti il M.A.C.A.T. vennero catalogate le dieci opere in terracotta, realizzate nel 1997 con il contributo della Pro Loco di Villaggio Mancuso e donate al museo dagli artisti: Carmelo Aiello, Luigi Bianco, Antonio Caporale, Antonio Froio, Alfredo Granata, Franco Magro, Mario Parentela, Pino Pingitore, Giovanna Sgambelluri e Gianni Verdiglione.

Si registrò, per il terzo anno consecutivo, una proficua attività didattica e di laboratorio al museo con gli iscritti dell’Istituto Comprensivo n. 1 di Taverna.

2007

Ad inizio anno si allestì la mostra personale di Ernesto Tavernari dal titolo Il Custode delle stelle. Tavernari, che fu allievo di Achille Funi nella prestigiosa Accademia di Belle Arti di Brera e compagno di strada di Manzù, Aligi Sassu, Renato Birolli, Lucio Fontana, decise di donare una serie di sue opere per la collezione permanente del museo.

A febbraio per i tipi “I Quaderni del Museo” venne pubblicato Sebastiano Mustari, l’ultima bottega d’arte di Taverna, catalogo della mostra precedentemente dedicata dal museo all’artista tavernese nei mesi di luglio e settembre 2006.

Si arricchì ancora la già cospicua raccolta d’arte contemporanea con tre importanti nuove donazioni: Francesco Guerrieri spedì da Roma un gruppo di disegni e sculture di Ercole Drei, oltre a dipinti di Lia Drei, Gabriella Di Trani, Elisabetta Gut, Eduardo Palumbo, Lina Passalacqua, Gloria Persiani e Simona Weller; Mario Parentela fece una significativa donazione di sue opere, costituita da carte, dipinti polimaterici, installazioni ed un libro d’artista, databili agli anni 1980-2001; Silvio Amelio sottoscrisse l’atto di donazione di sue sculture destinate al centro storico cittadino unitamente a sculture e dipinti per la Galleria del museo.

La partecipazione, a maggio, alla terza edizione de La nuit des musèes coincise con l’apertura straordinaria in tutta Europa dei principali istituti culturali. A Taverna si inaugurò la mostra di Pino Chimenti Geografie dell’anima, con la presentazione di Anna D’Elia e testi nel catalogo edito da “I Quaderni del Museo” di Paolo Balmas, Giorgio Cortenova, Valerio Dehò, Gillo Dorfles, Flaminio Gualdoni, Janus e  Tommaso Trini.

A giugno venne aperta al pubblico la mostra Lia Drei anni sessanta, a cura di Gabriele Simongini con i contributi biobibliografici in catalogo, edito da “I Quaderni del Museo”, di Cinzia Folcarelli e Francesco Guerrieri. L’evento centrale del progetto M.A.C.A.T. – Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Taverna, nel secondo percorso espositivo, dislocato prevalentemente sul corso principale e nella nuova piazza dedicata a San Sebastiano, contò l’installazione di dodici opere d’arte contemporanea, comprendenti il nucleo previsto dal progetto approvato, realizzate (in due casi riprodotte da opere originali) da: Salvatore Amelio, Pasquale Maria Cerra, Giulio De Mitri, Ercole Drei, Lia Drei, Antonio Saladino e Antonio Violetta. Al questo primo gruppo si aggiunsero tre opere donate rispettivamente da Franco Di Pede, Francesco Guerrieri e Alberto Mingotti.

A cura di Caterina Bagnato, Responsabile del Laboratorio di Restauro del museo, nel mese di giugno si realizzò un seminario di studio per la lettura comparativa delle opere pretiane di Taverna e Dubrovnik. Vi partecipò un’autorevole delegazione croata formata dalla restauratrice Nency Von Breska, dalla storica dell’arte Mara Pustic e dal fotografo Antonio Blaskovic.

Una serie di undici opere in terracotta policroma, realizzate su invito del museo da: Domenico Carella, Stefano Cava, Annalisa Cavarretta, Sebastiano Dammone Sessa, Maria Elena Diaco, Stefania Di Carlantonio, Giovanni Duro, Giovanni Felle, Giuseppe Mascaro, Maria Puleo e Adriano Santoro, costituì una nuova traccia espositiva permanente, volta a promuovere l’interessante lavoro creativo di altrettanti giovani artisti. Tale azione consentì di arricchire lo spazio d’ingresso al piano terra di Palazzo San Domenico e dell’allora Galleria d’Arte Contemporanea.

Le Strade della Poesia (fino a pochi mesi prima “Via della Poesia” limitata al percorso di via Marcello Anania) nacquero, invece, dalla geniale intuizione di Luigi Bianco di pubblicare su “speciali pagine” di terracotta alcuni testi dei più grandi poeti del trascorso Novecento, fino ai nostri Vito Maida e Dante Maffia. L’ampliamento del progetto amodale di Bianco venne distintamente previsto nell’ambito della programmazione del museo all’aperto, mediante la selezione di testi poetici che portarono a sessantasei il numero delle formelle leggibili nel percorso della citata via Marcello Anania, corso Mattia Preti e piazza del Popolo.

2008

A nove anni dall’acquisizione nella collezione permanente del museo, con il sostegno di un contributo concesso dalla Camera di Commercio di Catanzaro finalizzato al  recupero conservativo dell’opera curato dalla restauratrice Caterina Bagnato, venne restituito alla fruizione l’enigmatico dipinto raffigurante San Giovannino attribuito all’ambito di Mario Minniti.

Grazie ad un secondo contributo di Salvatore Salerno ed alla borsa di studio offerta dagli eredi dell’ingegnere Antonio Madia fu avviato il lavoro di aggiornamento inventariale del patrimonio artistico di Taverna, a cura di chi scrive e di Katia Francesca Onofrio, finalizzato alla realizzazione di un primo catalogo storico-scientifico.

A marzo l’Istituto per l’Arte ed il Restauro “Palazzo Spinelli” di Firenze completò il restauro del manoscritto seicentesco Cronica di Taverna.

Nello stesso mese si avviò la programmazione relativa all’ampliamento degli spazi fruitivi del museo, mediante l’installazione di pannelli espositivi, realizzati grazie ad un progetto co-finanziato dal G.A.L. Valle del Crocchio e promosso dall’Assessorato alla Cultura della Regione Calabria, fu inoltre sottoscritto un  protocollo d’intesa per la nascita della prima rete museale “Pentamus” comprendente i musei di Taverna, Rende, San Giovanni in Fiore e Cittanova.

Nel mese di maggio, dopo un anno di lavoro, si pubblicò la trascrizione della citata Cronica di Taverna. Dalla colonia greca alla città medievale curata dallo scrivente, con il contributo scientifico di Teresa Danizio e Mariagrazia Catizone. L’opera fu presentata al pubblico nella chiesa monumentale di San Domenico in occasione del convegno al quale parteciparono, oltre allo scrivente, Sebastiano Angotti, sindaco di Taverna, Francesco Dardano, dirigente amministrativo comunale, Antonella Brogi e Roberto Bartolini, restauratori di Palazzo Spinelli.

A maggio per la quarta edizione de “La Notte dei musei” si inaugurò la mostra di Lucio Parrillo L’arte dei comics e dei Videogames, corredata da un catalogo comprendente la presentazione di Fiorentino Sarro. Nello stesso mese, la decisione favorevole del Consiglio di Amministrazione della Banca di Credito Cooperativo della Sila Piccola alla proposta della Direzione di lasciare in deposito temporaneo al museo le due pregevoli opere di Mattia Preti, pertinenti l’istituto di credito, raffiguranti San Sebastiano e San Girolamo penitente.

Ad Agosto venne presentata al pubblico la mostra di Giuseppe Macchione La barca e la scia, corredata dal catalogo edito da “I Quaderni del Museo”, comprendente i testi poetici dell’artista in comparazione con le opere figurative e la scatola MUDRA, entusiasmante gioco creativo dedicato ai bambini in visita al museo.

Nel mese di novembre venne regolamentato il finanziamento dei lavori di collegamento tra il piano terra e il primo piano del museo, opera fondamentale e propedeutica per l’organizzazione logistica della grande mostra pretiana del 2013.

In vista delle Celebrazioni Pretiane del 2013 vennero programmate una serie di incontri ufficiali a Malta, ai quali oltre allo scrivente e al sindaco di Taverna Sebastiano Angotti parteciparono: Francis Zammit Dimech, ministro della cultura di Malta, Paul Borg Olivier, sindaco di Valletta,  Mario Tabone, presidente di Heritage Malta, Sandro Debono, direttore del Museo Nazionale di Malta e padre John Azzopardi, direttore del Museo di Wignacourt.

A ottobre, in occasione della ricorrenza dei cinquanta anni dall’elezione di papa Giovanni XXIII, si inaugurò nell’omonima piazza la scultura raffigurante il pontefice, donata dall’artista Walter Parrillo per il M.A.C.A.T. di Taverna.

2009

Nel mese di gennaio, con il patrocinio della Provincia di Catanzaro, si pubblicò il volume a cura di chi scrive, con i contributi di Caterina Bagnato e Teresa Danizio: Gregorio Preti, Francesco Cozza e Mattia Preti a Taverna. Appunti e immagini di storia conservativa.

Nel mese di febbraio il museo partecipò alla BIT (Borsa Internazionale del Turismo) a Milano, facendo conoscere a migliaia di visitatori l’eccellente realtà di Taverna, città d’arte della Calabria, i suoi  itinerari di natura e cultura, attraverso pubblicazioni e video divulgativi.

Nel mese di marzo il Consiglio Comunale di Taverna, con delibera n. 14,  diede incarico agli organi del museo civico di predisporre le proposte progettuali e avviare i rapporti istituzionali con  la Repubblica di Malta per le programmazioni relative alla Celebrazioni Pretiane del 2013.

Per l’annuale edizione della “Notte Europea dei Musei”, a maggio venne inaugurata la mostra d’arte contemporanea Segni, forme, colori e suoni con opere di Ercole Drei, Lia Drei, Francesco Guerrieri, Elisabetta Gut, Mario Parentela, Gloria Persiani, Alfredo Pino e Marco Samorè. Nella medesima occasione il chiostro del museo si  trasformò in un palcoscenico all’aperto che ospitò il concerto jazz di Laura Fedele e Luca Cosi Quartet.

In collaborazione con l’associazione culturale “Vis Musicae”, per la rassegna internazionale del patrimonio musicale e ambientale del mediterraneo, nel mese di luglio si allestì la mostra d’arte contemporanea Le arti della parola con opere a tema, appositamente selezionate dalla collezione permanente del museo.

A novembre, nella chiesa di Santa Barbara, alla presenza di Rocco Buttiglione, vice presidente della Camera; Wanda Ferro, presidente della Provincia di Catanzaro; monsignor Antonio Ciliberti, arcivescovo di Catanzaro-Squillace; Sebastiano Angotti, sindaco di Taverna, venne presentato il volume pubblicato nel mese di gennaio Gregorio Preti, Francesco Cozza e Mattia Preti a Taverna. Appunti e immagini per un secolo di storia conservativa. Moderatore dell’evento fu Francesco de Marco.

Sempre nel mese di novembre il museo partecipò alla grande mostra Cavalieri. Dai Templari a Napoleone, allestita nella sontuosa Reggia di Venaria Reale (Torino) con il prestito dell’opera di Mattia Preti raffigurante la Predica di San Giovanni con l’autoritratto dell’artista.

2010

A gennaio venne inaugurato il nuovo Laboratorio di Restauro, già istituito nel 1996 dal Comune di Taverna ed attivato come dipartimento operativo del museo. All’evento, che doveva essere di premessa all’istituzione e all’apertura di una vera e propria scuola di restauro, vi parteciparono oltre allo scrivente: l’assessore alla cultura della Regione Calabria, Damiani Guagliardi; l’arcivescovo emerito di Catanzaro Squillace, Antonio Cantisani; il colonnello dei Carabinieri, Claudio D’Angelo; il rappresentante di Palazzo Spinelli, Santino Pascuzzi; la restauratrice Caterina Bagnato proponente la prima istituzione nonchè curatrice dell’allestimento tecnico-scientifico; il sindaco di Taverna, Sebastiano Angotti; tutto il Consiglio Comunale di Taverna e i sindaci di Albi, Caraffa, Fossato Serralta, Pentone, Sellia Superiore e Zagarise.

A febbraio, invece, fu siglato dal sindaco Sebastiano Angotti, dallo scrivente e dal direttore del Museo Nazionale di Malta Sandro Debono (in rappresentanza di Heritage Malta) un primo documento d’intenti per le Celebrazioni Pretiane del 2013, successivamente approvato dalla Giunta Municipale con atto deliberativo n.12 dello stesso mese.

In collaborazione con la Galleria Magrorocca di Milano, nel mese di maggio, si allestì la personale di Francesco Merletti Apparentemente. A corredo della mostra un catalogo con testi critici di Chiara Guidi, Maurizio Sciaccaluga e Carolina Lio.

Per la “Notte Europea dei Musei” si inaugurò la mostra di Antonio Saladino I Portatori. Offerte non richieste, a cura di Maria Rosaria Gallo, divulgata attraverso la pubblicazione del catalogo edito da “I Quaderni del Museo”.

Con l’elezione della nuova Amministrazione Comunale di Taverna e del sindaco, Eugenio Canino, con delibera di Consiglio n. 24 furono rinnovati gli organi istituzionali del museo ai quali fu demandata l’attività amministrativa e scientifica dell’istituto culturale.

Nel mese di novembre nell’ambito del progetto M.A.C.A.T., ovvero del museo all’aperto di Taverna, fu inaugurata la nuova via della poesia in salita Ierinise con l’installazione di quindici formelle in terracotta dedicate a Marcia Teophilo, candidata al Premio Nobel per la Letteratura, contestualmente alla mostra di Aldo Turchiaro nella Galleria d’Arte Contemporanea del museo.

L’anno si concluse con la stampa del volume edito dal museo, curato di chi scrive: L’arte nella città natale di Mattia Preti, dal patrimonio salvato alle nuove collezioni del Museo Civico di Taverna.

2011

A gennaio si inaugurò la mostra personale del giovane disegnatore e grafico Vittorio Angotti Obsessive drawing. Nello stesso mese, lo scrivente ricevette al Campidoglio in Roma il Premio “Un Bosco per Kioto” 2011-Accademia Kronos: «per aver operato per tutto il 2010 all’insegna della difesa della biodiversità, promuovendo iniziative di rilievo nell’ambito artistico, culturale e scientifico».

A maggio fu presentata la mostra itinerante Preti 10×10, programmata nell’ambito del progetto Lux Fides. Arte alla luce. Luce alla Fede. L’evento rientrava nelle celebrazioni per il IV Centenario della nascita di Mattia Preti e venne realizzato in collaborazione con il National Museum of Fine Arts di Malta. Affrontarono la rilettura creativa dei temi pretiani gli artisti maltesi John Martin Borg, Anthony Spagnol, Isabel Borg, Madeleine Gera, Antoine Camilleri, Anton Agius, Joseph Casha, Pierre Portelli, Alfred Chircop e Caesar Attard. Per l’Italia Aldo Turchiaro, Francesco Guerrieri, Giovanni Marziano, Mario Parentela, Giovan Battista Rotella, Giuseppe Rocca, Pasquale Maria Cerra, Antonio Saladino,  Massimo Pulini e Francesco Correggia. Il catalogo della mostra, curato da chi scrive e da Sandro Debono, direttore del Museo Nazionale di Malta, venne pubblicato per i tipi di Abramo Editore, con divulgazione  in Italia e a Malta.

Con delibera di Giunta Municipale n. 105 del 25 ottobre fu ufficializzata la cospicua donazione di opere e libri d’artista da parte di Fernanda Fedi e Gino Gini.

A novembre in piazza del Popolo venne installato il monumento dedicato all’insigne artista e studioso calabrese Alfonso Frangipane, raffigurato nel busto bronzeo tratto dall’originale calco in gesso dello scultore Alessandro Monteleone e appositamente concesso in prestito dai Musei Civici di Palmi; all’evento partecipò Vittoria Russo, nipote di Frangipane, oltre ad una significativa rappresentanza di docenti e allievi dell’Istituto d’Arte “Frangipane” di Reggio Calabria.

2012

Gran parte dell’anno 2012 fu dedicato alla complessa organizzazione degli eventi che il Comune e il Museo Civico di Taverna, in collaborazione con Heritage e Museo Nazionale di Malta avevano programmato per le celebrazioni del IV Centenario della nascita di Mattia Preti (1613-2013). Principalmente per i lavori di adeguamento funzionale degli spazi espositivi del museo, il cui percorso venne finalmente collegato dal piano terra al piano chiostro; così come tutti gli impianti di sicurezza e di illuminazione furono adeguati alle vigenti normative.

Alla realizzazione della mostra internazionale Mattia Preti: della fede e umanità, a cura di chi scrive e di Sandro Debono, direttore del Museo Nazionale di Malta, aderirono i più importanti musei italiani ed europei quali: la Galleria degli Uffizi, Brera, Capodimonte, Palazzo Barberini, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, Palazzo Abatellis di Palermo, Palazzo Spinola di Genova, i musei di Castel Nuovo e San Martino di Napoli, il Museo Civico di Prato, Castello Ursino di Catania, La Galleria Nazionale dell’Aquila, Palazzo Comunale di Alba, oltre al Louvre, Prado, Musei Vaticani, Palazzo Arzobispal, principali musei e Biblioteca Nazionale di Malta. I contributi scientifici per il catalogo della mostra, oltre a quelli dei curatori,  furono di: Caterina Bagnato, Robert Cassar, Craig Felton, Kristina Hermann Fiore, Giorgio Leone, Luigi Tassoni e Devin Therien. Le schede delle 58 opere selezionate, tra dipinti, sculture, manufatti e documenti d’archivio vennero aggiornate oltre che dagli autori dei saggi da: Marina Ameduri, Giovanna Cassata, Antonio Espinosa Rodriguez, Camilla Fiore, Riccardo Lattuada, Stefania Melani, Katia Francesca Onofrio, Cecilia Perri, Alessandra Rullo, Antonella Salatino, Bernardine Scicluna, Farida Simonetti, Edgar Vella, Caterina Vitelli e Andrès Ubeda.

Il 18 giugno la Giunta Comunale approvò, con delibera n.73, la proposta dello scrivente relativa all’acquisto di due disegni di Mattia Preti raffiguranti Santo in estasi (recto) e San Luca evangelista (verso).

Con comunicazione ufficiale del 24 luglio il Ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, ufficializzò l’accettazione della proposta, presentata da chi scrive, per l’emissione di carte-valori da dedicare a Mattia Preti; ciò consentì l’avvio della procedura per la progettazione e realizzazione nel 2013 del primo francobollo avente come immagine l’autoritratto del Cavalier Calabrese.

2013

Il 24 febbraio, con una solenne celebrazione eucaristica nella chiesa monumentale di San Domenico in Taverna e con il successivo convegno di presentazione, si inaugurò l’anno dedicato alle celebrazioni per il IV Centenario della nascita di Mattia Preti.

Nei due piani del museo venne aperta al pubblico la mostra internazionale Mattia Preti: della fede e umanità ove fu possibile ammirare trentatre opere del Cavalier Calabrese provenienti dall’Italia, Città del Vaticano, Francia, Spagna e Malta; una stampa, tre dipinti e tre sculture di confronto attribuiti a Durer, Guercino, Battistello Caracciolo, Giacomo Colombo, Giuseppe Calì e Ignoti artisti dei secoli XVIII-XIX. A completamento del percorso espositivo della grande mostra: sei opere pretiane pertinenti la collezione permanente del museo, undici facenti parte della chiesa monumentale di San Domenico e sette della chiesa di Santa Barbara, completarono l’eccezionale raccolta temporanea di ben cinquantasette lavori del Cavalier Calabrese, ammirati fino al 21 aprile dagli oltre ventimila visitatori registrati al museo. Nella speciale sezione scientifica e didattica della mostra Lectio Magistrali. Frà Mattia Preti: la mia arte, la mia fede…il ritorno, allestita e curata da Caterina Bagnato, responsabile del Polilaboratorio per l’Arte la Conservazione e il Restauro “Mattia Preti”- di Taverna e da Pierre Bonello di Heritage Malta, fu ricostruito un particolare del cantiere di lavoro della cupola di  San Biagio a Modena con una scultura raffigurante il pittore, appositamente realizzata dall’artista maltese Aaron Camilleri Cauchi; fu installato un modello conforme all’altare barocco, che originariamente mostrava nella chiesa di San Martino in Taverna l’icona miracolosa della “Madonna delle Grazie”, con la cornice pittorica raffigurante la Trinità e sante martiri; venne presentata una suggestiva gigantografia degli affreschi di Sant’Andrea della Valle. Inoltre furono illustrati una parte degli studi scientifici riguardanti le opere pretiane di Taverna, realizzati negli anni 1996-1997. Vi fu in aggiuntiva una sezione speciale della mostra allestita dall’orafo Gerardo Sacco, che presentò al pubblico una serie di suoi preziosi manufatti dedicati all’iconografia pretiana. Per i tipi di Abramo Edizioni venne, altresì, pubblicata la guida alla mostra a cura di chi scrive e di Sandro Debono.

Poste Italiane presentò, a Taverna, l’emissione del francobollo ordinario del valore di euro 0,70 appartenente alla serie tematica “Il Patrimonio artistico e culturale italiano” dedicato a Mattia Preti e avente come immagine l’autoritratto dell’artista, stampato in quadricromia su carta autoadesiva in tre milioni di esemplari. Il bozzetto del bollo per l’annullo speciale fu curato dal Centro Filatelico – Polo Artistico dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. I prodotti filatelici correlati, un album con testi e foto sul pittore vennero divulgati negli sportelli filatelici del territorio nazionale e in particolare in quelli delle città di Roma, Venezia, Trieste e Genova.

Da maggio a luglio la mostra internazionale di Mattia Preti venne trasferita a Malta per essere visitata nei fastosi saloni del Palazzo Magistrale di Valletta. Il catalogo

in versione inglese curato da Sandro Debono, direttore del Museo Nazionale di Malta, comprendente i saggi scritti dai citati autori fu pubblicato dalla casa Editrice midseaBOOKS.

2014

La Giunta Comunale, con delibera n.38 del 14 aprile, approvò la proposta del Consiglio di Amministrazione del museo relativa all’acquisto delle seguenti opere d’arte destinate ad arricchire la collezione permanente: San Giovanni Battista, dipinto di ignoto caravaggesco napoletano; Cristo Salvator Mundi, ascrivibile all’ambito di Federico Barocci; La fuga di San Pietro, stampa di Pietro Campana, tratta dalla nota opera del Cavalier Calabrese.

Il 14 maggio nella chiesa monumentale di San Domenico si svolse il “II Forum Pretiano” avente come tema Operatori e Istituzioni a confronto per salvaguardare il patrimonio artistico regionale custodito a Taverna. L’altare di San Giovanni Battista fondato da Mattia Preti per una cultura della manutenzione, a cura di Caterina Bagnato, responsabile del Polilaboratorio per l’Arte, la Conservazione e il Restauro “Mattia Preti”. L’evento fu realizzato con il patrocinio della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria e di tutte le istituzioni locali.

In concomitanza con la Notte Europea dei Musei, il 17 maggio, si presentò la mostra Capolavori e riscoperte in un caleidoscopio del Seicento a cura di chi scrive e con la collaborazione scientifica di Katia Francesca Onofrio. Nella recuperata sala dell’ex refettorio di Palazzo San Domenico vennero esposte dieci opere attribuite a Mattia Preti e sei di ignoti artisti del Seicento italiano provenienti da prestigiose collezioni private. Fra tutte, qui si ricordano le tele pretiane raffiguranti San Giovanni Evangelista, Cristo che prega nell’orto del Getsemani e Daniele che interpreta il sogno di Nabucodonosor.

Nel mese di ottobre il museo partecipò alla “X Giornata Nazionale del Contemporaneo” con la mostra, a cura di chi scrive, Artisti calabresi contemporanei nel segno elicoidale della diaspora tra le opere selezionate la scultura di Marcello Cua donata al museo dalla vedova Elisabeth Goube. In tale occasione vennero esposte le opere di Mimmo Rotella, Francesco Guerrieri, Aldo Turchiaro, Giuseppe Gallo, Salvatore Dominelli, Antonio Violetta. A novembre la Direzione del museo partecipò al convegno che Italia Nostra dedicò ad Alfonso Frangipane, in concomitanza con la presentazione del libro di Anna Leporati Serrao Alfonso Frangipane: l’uomo, l’artista, lo studioso, presso la Biblioteca di Catanzaro.

                        2015

Nel mese di febbraio, dopo una lunga revisione e lavoro di aggiornamento, venne pubblicato per conto di Abramo Edizioni il catalogo della mostra Mattia Preti della Fede e Umanità 1613-2013. L’edizione italiana, a cura di chi scrive, comprese oltre a tutti i saggi e schede della mostra realizzata insieme a Sandro Debono, direttore del Museo Nazionale di Malta, nuove sezioni dedicate agli studi scientifici, all’itinerario pretiano di Taverna e alla cronologia riguardante la parabola vitale e creativa di Mattia Preti.

Fu inoltre l’anno di due eccezionali eventi che dettero continuità all’alto livello raggiunto dall’Istituzione museale. A marzo si inaugurò la mostra Caravaggio e Mattia Preti a Taverna: un confronto possibile, a cura di chi scrive e di Giorgio Leone, direttore della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini in Roma. Nella sede museale romana della Corsini venne esposto il Martirio di San Sebastiano di Mattia Preti, contemporaneamente alla mostra del San Giovanni Battista di Caravaggio nel Museo Civico di Taverna. Per la prima volta in assoluto un opera del Merisi arrivò in Calabria e in poco più di un mese fu ammirata da oltre diecimila visitatori. Il catalogo della mostra, con i contributi scientifici dei curatori, di Rossella Vodret, Caterina Bagnato, Vittorio Sgarbi e Daniela Porro, fu pubblicato dalla Gangemi Editore-Roma, divulgato in Italia e all’estero anche in versione e-book. Nell’ambito del progetto venne allestita una speciale sezione Omaggio a Caravaggio nella quale furono invitati a realizzare opere a tema gli artisti Carlo Fusca, Lucio Parrillo, Giovanni Marziano, Antonio La Gamba, Giuseppe Rocca e Giuseppe Celi.

Tra i riconoscimenti ricevuti per la realizzazione dell’evento la diretta RAI nel programma Buongiorno Regione e Buongiorno Italia.

A maggio venne aperta al pubblico la mostra d’arte contemporanea La natura all’origine dell’arte. L’arte cibo per la mente, evento che aveva ottenuto il patrocinio ufficiale di Expò Milano ed era stato inserito nelle programmazioni culturali dell’Esposizione Universale. Per la rassegna, a cura di chi scrive, con il contributo scientifico di Pasquale Cerra e Caterina Bagnato, vennero selezionate 37 opere facenti parte della collezione permanente del museo firmate da: Vincenzo Accame, Giacomo Balla, Vasco Bendini, Mirella Bentivoglio, Anna Boschi, Brunivo Buttarelli, Luciano Caruso, Francesco Antonio Caporale, Alberto Casiraghi, Carmine Di Ruggiero, Lia Drei, Ercole Drei, Fernanda Fedi, Gino Gini, Giuseppe Gallo, Francesco Guerrieri, Elisabet Gut, Antonio La Gamba, Giuseppe Macchione, Franco Magro, Max Marra, Francesco Mete, Francesco Carmelo Palumbo, Mario Parentela, Lina Passalaqua, Pino Pingitore, Gloria Persiani, Giampiero Poggiali Berlinghieri, Concetto Pozzati, Turi Sottile, Antonio Saladino, Angelo Savelli, Carmelo Savelli, Rosa Spina, Marcia Theophilo, Aldo Turchiaro e Michele Zappino.

Nel mese di giugno per la partecipazione della Regione Calabria al Padiglione Italia di Expò Milano 2015, il Museo Civico di Taverna inviò il dipinto di Aldo Turchiaro Il fiume corredato dal testo poetico di Marcia Theophilo.

Successivamente all’elezione dell’Amministrazione Comunale e del sindaco, Sebastiano Tarantino, con delibere di Consiglio n. 27 e 28 furono approvate le nuove modifiche allo statuto ed al regolamento del Museo Civico, nominati i componenti del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Scientifico.

Ad ottobre la partecipazione alla “Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo”, organizzata dall’Associazione FAMU; nello stesso mese l’adesione all’undicesima “Giornata del Contemporaneo”, in occasione della quale venne presentata al pubblico la mostra di Francesco Antonio Caporale Sul cuore della luna, allestita a cura di chi scrive nella saletta attigua alla sala mostre dell’ex refettorio domenicano di Palazzo San Domenico, ove furono esposte nove sculture a tema.

Sempre nel mese di ottobre fu programmata la partecipazione del museo alla mostra Mattia Preti un Cavaliere Calabrese a Modica, a cura di Rosalba Panvini, con il prestito dei bozzetti raffiguranti San Sebastiano e i Santi Pietro e Paolo oltre a due disegni pretiani raffiguranti Apoteosi di San Pietro Celestino e San Girolamo.

Per l’evento internazionale dedicato alla luce “International Year of light 2015” a novembre si inaugurò la mostra di Lucia Rotundo Abitare la Natura, curata da chi scrive e da Luigi Paolo Finizio, con i testi critici di Antonio Basile, Gianluca Covelli, Miriam Cristaldi e Alice Iorfrida.

2016

A luglio si inaugurò nella chiesa di Santa Lucia alla Badia in Siracusa la mostra Mattia Preti con lo sguardo verso Caravaggio, a cura di Rosalba Panvini e Franco La Fico Guzzo. Al prestigioso progetto che registrò oltre settantamila visitatori in poco più di due mesi di apertura al pubblico, il museo partecipò con il prestito della tele pretiane di Jaele che uccide Sisara e San Girolamo penitente (quest’ultima deposito della Banca del Catanzarese); una speciale sezione scientifica e didattica sulle opere pretiane di Taverna venne curata da Caterina Bagnato, Responsabile del Polilaboratorio per l’Arte la Conservazione e il Restauro “Mattia Preti” – Taverna, su diretto incarico della Soprintendenza Beni Culturali di Siracusa.

Con delibera di Giunta Municipale n.79 del 22 luglio il Comune di Taverna ufficializzò l’acquisizione della cospicua donazione di disegni, dipinti e sculture dell’artista Silvio Amelio; opere destinate ad arricchire il patrimonio comunale mediante una mirata collocazione negli spazi di pertinenza museale e civica.

Nel mese di agosto venne presentata al pubblico la mostra Ercole Drei: opere al Museo Civico di Taverna, curata da chi scrive con il contributo in catalogo di Francesco Guerrieri; un progetto di valorizzazione fruitiva delle trentasette opere, tra disegni, dipinti e sculture realizzate dall’artista faentino dal 1907 al 1963 molte delle quali esposte per la prima volta all’attenzione degli studiosi; all’evento fu concesso dalla direttrice del Polo Museale della Calabria, Angela Tecce, il patrocinio del MIBACT.

Ad ottobre il museo partecipò alla “Giornata Nazionale FAMU – Famiglie al museo” e “XII Giornata del Contemporaneo”, per quest’ultimo evento furono esposte nella Galleria d’Arte Contemporanea-Sezione Scrittura e Poesia Visiva nuove opere, facenti parte della donazione “libri d’artista” di Gino Gini e Fernanda Fedi.

A novembre in occasione del “Premio Sila 2016” venne ospitata al museo la mostra Omaggio a Mattia Preti di Wilma Pipicelli, che espose nella “Sala Frangipane” una serie di sanguigne e dipinti, tratti dagli originali disegni e opere del Cavalier Calabrese.

2017

La già avviata programmazione relativa alla mostra Guercino e Mattia Preti a confronto. La nuova linea dell’arte barocca fu il risultato di un positivo scambio culturale tra le città di Cento e Taverna, realizzato nel nome dei due grandi artisti del Seicento italiano. Le due amministrazioni comunali con i rispettivi musei civici e l’apporto del “Centro Studi Internazionale Il Guercino”, resero possibile l’apertura al pubblico di una grande mostra considerata l’evento culturale dell’anno in Calabria. Nel mese di luglio, infatti, con la partecipazione del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, venne ufficialmente presentato il progetto a cura dello scrivente, di Daniele Benati, Fausto Gozzi e John T. Spike. Tra le personalità presenti, il vice presidente della Giunta Regionale della Calabria, Antonio Viscomi; il sindaco di Taverna, Sebastiano Tarantino; la delegata alla cultura del Comune di Taverna, Clementina Amelio; la funzionaria della Soprintendenza A.B.P.A. per le Province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, Enrichetta Salerno; il presidente del Centro Studi Internazionale “Il Guercino”, Salvatore Amelio e numerose Autorità locali e regionali. Ad agosto fu inaugurata la mostra, comprendente sette dipinti e sette disegni di Francesco Barbieri, detto il Guercino, a confronto con le opere di Mattia Preti conservate nel Museo Civico e nelle chiese di San Domenico e Santa Barbara. Il catalogo scientifico, realizzato dai citati curatori, venne pubblicato da Editrice Minerva di Bologna. Nel suggestivo percorso espositivo aperto al pubblico fino a dicembre (la mostra fu prorogata a novembre per consentire la visita a migliaia di visitatori e scuole della Calabria) una speciale sezione venne dedicata agli studi scientifici sulle opere del periodo modenese di Mattia Preti, curata da Caterina Bagnato e allestita dall’Associazione “Acqua di mArte” di Taverna che gestì, inoltre, l’attività didattica della mostra nelle sedi di visita e nel Polilaboratorio Comunale per l’Arte, la Conservazione e il Restauro “Mattia Preti”. Uno speciale omaggio a Guercino fu realizzato dagli artisti Fernanda Fedi e Gino Gini con l’esposizione di due loro opere di poesia visiva dedicate al Maestro di Cento.

A settembre per la mostra La Calabria e l’Europa al tempo di San Francesco, prevista a fine anno nella sede della Cittadella Regionale di Catanzaro, venne concesso il prestito del dipinto di Mattia Preti raffigurante San Francesco da Paola che attraversa lo Stretto di Messina. Nello stesso mese si inaugurò la prestigiosa mostra Secessioni Europee: Monaco, Vienna, Praga, Roma a Palazzo Roverella di Rovigo, alla quale il museo partecipò con il prestito della Danzatrice col cerchio di Ercole Drei.

Per gli eventi culturali di valenza nazionale, nel mese di ottobre, il museo aderì alle iniziative annuali di: Famiglie al Museo e Giornata del Contemporaneo.

2018

Ad inizio anno vennero riallestiti i due piani del museo, distinti cronologicamente nel percorso di visita in “settore arte contemporanea” e “opere dei secoli XVII-XIX”. Nel mese di maggio il museo aderì all’evento europeo Notte dei Musei in collaborazione con la compagnia teatrale “I Minolli”. Nel medesimo mese venne ufficializzato l’avvio della programmazione istituzionale relativa al progetto “Maestri del Seicento da Napoli alla Calabria. Nel modus operandi di Mattia Preti”.

Nel mese di agosto si inaugurò la mostra Avanguardia e Transavanguardia. Collezione permanente e cifre temporanee al Museo Civico di Taverna, una rassegna che mise a fuoco per la prima volta in Calabria le cifre stilistiche del noto movimento artistico teorizzato da Achille Bonito Oliva. Diciannove le opere firmate da Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria, Mimmo Paladino, poste in comparazione con le opere dei seguenti trenta artisti, facenti parte della collezione permanente del museo: Vincenzo Accame, Vasco Bendini, Mirella Bentivoglio, Anna Boschi, Luciano Caruso, Carmine Di Ruggiero, Lia Drei, Fernanda Fedi, Gino Gini, Lorenzo Guerrini, Francesco Guerrieri,  Carlo Lorenzetti, Franco Magro, Achille Pace, Eduardo Palumbo, Antonio Pandolfelli, Mario Parentela, Lina Passalacqua, Gloria Persiani, Giampiero Poggiali Berlingheri, Concetto Pozzati, Sergio Pucci, Mimmo Rotella, Angelo Savelli, Carmelo Savelli, Enrico Sirello, Turi Sottile, Aldo Turchiaro, Simona Weller, William Xerra. La mostra fu documentata con la pubblicazione di un catalogo, curato dallo scrivente, con i contributi di Bruno Bevacqua e Caterina Vitelli,  edito nella collana “I Quaderni del museo”.

A fine anno venne ospitata la mostra Natività 2.0. La nascita di Cristo riletta oggi, proposta dall’Associazione culturale “Cosmos3”, a cura di chi scrive e di Bruno Bevacqua, con le opere di Augusto Ambrosone, Enzo Angiuoni, Nicola Bevacqua, Giancarlo Caneva, Leonardo Cannistrà, Massimiliano Ferragina, Claudio Mario Feruglio, Francesco Gabriele, Dorotea Li Causi, Massimo Sirelli, Joseph Zicchinella, Carmine Torchia (segnalati da Bevacqua) e di Calogero Barba, Francesco Antonio Caporale, Lillo Giuliana e Giuseppina Riggi (segnalati dallo scrivente).

2019

A seguito dell’avvenuto finanziamento del progetto “Maestri del Seicento, da Napoli alla Calabria nel modus operandi di Mattia Preti” da parte della Regione Calabria, P.A.C. 2014/2020 azione 6.7.1, con delibera di Giunta n. 13, l’Amministrazione Comunale di Taverna, su proposta dello scrivente e di Giuseppe Porzio, approvò lo schema di convenzione di un importante accordo-quadro tra l’Università degli Studi L’Orientale di Napoli e il Comune di Taverna, finalizzato alla fattiva collaborazione istituzionale, avente come obiettivo principale il recupero dello storico e proficuo rapporto culturale tra la città di Taverna e l’originaria capitale partenopea.

A febbraio venne allestita la mostra di Vinicio Momoli Espansioni Materiche, a cura di chi scrive e di Luigi Polillo. Venti opere del noto esponente minimalista vennero esposte nella sala dell’antico refettorio di Palazzo San Domenico, ciò nel segno della consolidata attività del museo rivolta fin dalla sua istituzione alla valorizzazione dell’arte contemporanea.

Nel mese di marzo si inaugurò la mostra Forme magnifiche e gran pieghe de’ panni. Modelli e riflessi della maniera di Mattia Preti a Napoli, a cura dello scrivente e di Giuseppe Porzio, allestita nelle sale espositive del museo ove i visitatori potettero ammirare trenta pregevoli opere di Domenichino, Lanfranco, Cavallino, Stanzione, Solimena, Giordano, Spadaro, Brandi, Beinaschi, De Maria e dello stesso Mattia Preti, tra disegni e dipinti, provenienti da prestigiose istituzioni museali e collezioni partenopee, appositamente selezionate per l’approfondimento storico di uno straordinario periodo, quale fu l’evoluzione del barocco meridionale. Tra i prestatori delle opere: Museo e Real Bosco di Capodimonte, Certosa e Museo di San Martino, Museo Civico di Castel Nuovo di Napoli, Museo Correale di Terranova Sorrento, Galleria Nazionale di Cosenza, Collezione Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia, Palazzo Zevallos Stigliano Napoli, Benappi Fine Art Londra-Torino, Galleria Porcini – Napoli.

Nell’ambito delle manifestazioni previste a Matera “Capitale Europea della Cultura” il museo partecipò alla mostra Il Rinascimento visto da Sud. Matera, l’Italia Meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500, a cura di Marta Ragozzino, Pierluigi Leone de Castris, Matteo Ceriana e Dora Catalano, concedendo in prestito due preziosi manufatti tessili ed il raro manoscritto della Cronica di Taverna.

Per il quindicesimo anno consecutivo, a maggio, il Museo Civico di Taverna partecipò all’evento organizzato dal Ministero della Cultura di Francia “La Notte Europea dei Musei”; nella programmazione l’apertura straordinaria della mostra Forme magnifiche e gran pieghe de’ panni. Modelli e riflessi della maniera di Mattia Preti a Napoli, i cui proventi d’ingresso furono in parte devoluti alla raccolta fondi per il restauro della Cattedrale di Notre Dame di Parigi. Nel chiostro di Palazzo San Domenico fu realizzato il concerto – performance Il colore del canto di Dorotea Li Causi e Alessandro Cimino.

Nel mese di giugno, a cura della direzione del museo e con la collaborazione tecnica della stArt-test, furono eseguiti gli studi scientifici su alcune opere presenti nella mostra dedicata ai maestri del Seicento e facenti parte della collezione permanente.

Tra giugno ed agosto, sempre nell’ambito degli interventi finanziati (P.A.C. 2014/2020 azione 6.7.1) dalla Regione Calabria, si avviò, previo parere tecnico-scientifico favorevole della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria, il riordino dell’archivio del Museo Civico. Dal lavoro realizzato, su direzione scientifica e cura dell’archivista Antonella Bongarzone, con il coordinamento dello scrivente, la collaborazione di Antonella Amelio, Mariagrazia Catizone e Maria Puleo della Cooperativa Artè emerse che l’archivio del museo è un unicum sul territorio nazionale per il materiale in esso conservato. L’archivio, infatti, oltre a custodire documenti di pregevole valore storico come il manoscritto della Cronica di Taverna è composto da materiale prezioso come il carteggio con gli artisti operanti nell’ultimo ventennio del trascorso Novecento nonché con quelli contemporanei viventi; una vasta rassegna stampa, i materiali di promozione delle mostre e degli eventi culturali, le pubblicazioni museali, le migliaia di foto riguardanti trent’anni di attività istituzionale, prodotte dal 1989 al 2019.

A settembre venne ufficializzato il nuovo progetto espositivo programmato per l’anno 2020 La commedia della vita nella Napoli del Settecento. Tradizioni figurative meridionali nel secolo dei lumi, proposto dalla Direzione del museo in collaborazione con l’Università degli Studi L’Orientale di Napoli e approvato con delibera di Giunta Municipale n.86.

Nel mese di ottobre venne inaugurata la mostra Comparazioni (a)temporali di Claudio Mario Feruglio curata da chi scrive ed allestita nella sala mostre dell’ex refettorio domenicano di Palazzo San Domenico.

Per le nuove acquisizioni di opere relative al settore arte contemporanea furono ufficializzate le donazioni di Calogero Barba, Francesco Antonio Caporale, Alice Christel, Lillo Giuliana, Dorotea Li Causi e Giuseppina Riggi.

Il 22 dicembre venne inaugurato il nuovo spazio del museo destinato alla tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio d’arte moderna e contemporanea, intitolato al sacerdote don Michele Ionà che fu tra i principali promotori dei beni culturali nella patria di Mattia Preti. Concepito come funzionale “deposito museale a vista”, visitabile a richiesta o per studi specifici. Tra i principali artisti documentati: le numerose donazioni di Lia Drei, Fernanda Fedi, Carmelo Savelli, Gino Gini, Francesco Guerrieri, oltre a quelle di noti Maestri dell’arte italiana, quali Vasco Bendini, Mirella Bentivoglio, Carmine Di Ruggiero, Concetto Pozzati, Aldo Turchiaro.

Sempre nel mese di dicembre venne rintracciato, in vendita sul mercato antiquario, un raro disegno di Mimmo Rotella raffigurante uno scorcio del quartiere “Pietà” di Taverna, realizzato dall’artista nel 1941 durante un suo soggiorno presso la famiglia paterna. L’acquisizione dell’opera grafica, ufficializzata con delibera della Giunta Comunale n.18 del 14 gennaio 2020, è avvenuta straordinariamente a trent’anni esatti (gennaio 1990-gennaio 2020) dall’inaugurazione della prima mostra che l’originario Centro Museografico dedicò proprio al maestro del decollage, ciò costituisce una suggestiva coincidenza che idealmente completa il valore identitario di questa prima straordinaria utopia, divenuta possibile, oggi storia del Museo Civico di Taverna.

2020

La Direzione del Museo Civico di Taverna nell’attuazione del suo principale compito istituzionale di tutela, conservazione, valorizzazione del patrimonio artistico e divulgazione dell’arte contemporanea, aderì nel 2020 al progetto nazionale del MIBACT “La cultura non si ferma!”, promosso a seguito dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, mediante la programmazione sui canali social del museo, di una serie di mostre virtuali, realizzate grazie alla documentazione esistente negli archivi, ma sopratutto alla fattiva partecipazione degli artisti in essi documentati e alla collaborazione del gruppo operativo del Servizio Civile Universale, progetto “Beauty of Art and Culture”.

Nel mese di aprile la prima mostra, costituita dalla selezione di dieci immagini e dedicata alle opere di Mattia Preti esposte nel museo: Jaele che uccide Sisara; San Pietro e san Paolo; San Sebastiano; Apoteosi di san Pietro Celestino; Santo in estasi e San Luca evangelista; Madonna con il Bambino (Madonna degli Angeli) con san Michele arcangelo e san Francesco d’Assisi; San Girolamo. A completamento le due stampe tratte rispettivamente dal noto Autoritratto della Galleria degli Uffizi (opera di Gian Domenico Campiglia e Carlo Gregori) e dal dipinto raffigurante la Liberazione di san Pietro (incisione di Giovan Battista Internari e Pietro Campana).

La divulgazione delle opere di Ercole Drei (Faenza 1896 – Roma 1973), scultore considerato tra i più importanti maestri del “Novecento Italiano”, venne realizzata mediante la selezione delle opere (Donazione Lia Drei e Francesco Guerrieri) facenti parte la collezione museale: Ritratto di Alessandro Cervellati; Coppia danzante – Tango; Dafne; Danzatrice col cerchio; Deposizione; DisperazioneMaternità; La Primavera; Ritratto di Lunella Surdi; Ritratto di Guido Nincheri. La mostra virtuale “L’altra parte della terra”, fu curata con il fattivo contributo di Francesco Antonio Caporale che utilizzando la formula 10X seppe coinvolgere altrettanti artisti contemporanei di valenza internazionale, già documentati nell’archivio del museo, che aderirono al progetto attraverso l’invio delle immagini delle seguenti opere: Giuseppe Agnello Palude; Calogero Barba I resti del Vello d’oro; Gero Canalella Reliquiario cosmizzato; Francesco Antonio Caporale Le teste di fuoco e la croce perfetta; Martin Dosek Will; Juan Esperanza Chac mool-sabbie; Adrian Marcucci Senza titolo; Girolamo Martella Universi; Lidò Rico Senza titolo; Ilona Sturm Monastery. Particolarmente incisiva la partecipazione di Claudio Mario Feruglio (Udine 1953 – dove vive e opera) per la divulgazione del video “L’ottavo giorno”, pubblicato come suggestivo viaggio nei meandri della sua pittura e le inusitate inquadrature delle opere scelte dallo stesso artista.

L’ultimo evento virtuale del mese di Aprile 2020  ripropose l’attenzione sulla produzione pittorica dei fratelli Antonio Sarnelli (Napoli 1712 – 1800) e Giovanni Sarnelli (Napoli 1714 – 1793); anche in questo caso dieci le tele esposte e raffiguranti rispettivamente: San Gennaro; Santa Barbara; San Domenico riceve dai santi Pietro e Paolo l’ordine di predicare; San Tommaso d’Aquino; San Vincenzo Ferreri; San Giuseppe col bambino; Redentore infante; Madonna con il Bambino benedicente; Madonna con il Bambino dormiente; Madonna con il Bambino; Santa Caterina d’Alessandria; Pietà; tutte realizzate nella bottega napoletana l’anno 1734.

Nel mese di maggio si decise la divulgazione di dieci libri d’artista, facenti parte della donazione di Fernanda Fedi (Caluso, Torino 1940 – vive e opera a Milano) e Gino Gini (Milano 1939 – dove vive e opera), artisti della “Poesia Visiva”, ritenuti tra i principali protagonisti del rinnovamento di questa poetica in cui la pittura, la grafica e la fotografia, interagiscono con la parola e la scrittura. Di seguito gli artisti e le opere scelte: Gianni Rossi, Senza titolo (catalogo più copertina personalizzata. Esemplare n.1/10); Franco Magro, Libro oggetto; Gianni De Tora, Tu dici o pittore…; Carmelo Aiello, Duk-Den; Gino Gini, Sebastieen Saint, tratto da La legénd Dorèe de Jacques de Voragine; Anna Boschi, Il profumo dei libri; Gloria Persiani, Carpe Diem; Giuseppe Macchione, Il fiore del deserto; Fernanda Fedi, KXOI, Libro dorato; Franco Spena, Libro-quaderno.

Nella successiva mostra dedicata a Lia Drei (Roma 1922 – 2005) ancora dieci le digitalizzate, facenti parte della donazione dall’artista alla collezione permanente e databili agli anni 1964-2003. Cifre significative di un considerevole percorso creativo e di ricerca visiva; in elenco: Quattro arancioni; Cristalli trasgrediti; Iperipotenusa; Modulo struttura A1; Incontri di viaggio; Ombre e luci – variazione A; Operazione spazio-cromatica G.9; Operazione spazio-  cromatica H.6; Collage20; Momento musicale.

Nella ricorrenza della festa della mamma con l’usuale formula 10X, furono divulgate le immagini di altrettanti dipinti pertinenti il patrimonio artistico di Taverna, realizzati da noti Maestri dei secoli XVII-XVIII e aventi come tema la “Maternità”: Gregorio Preti, Madonna della Provvidenza (particolare), chiesa monumentale di San Domenico; Mattia Preti, Madonna del Carmelo (particolare), chiesa monumentale di San Domenico; Mattia Preti, Madonna del Rosario (particolare), chiesa monumentale di San Domenico; Mattia Preti, Madonna degli angeli (particolare), Museo Civico; Mattia Preti, Madonna di Loreto (particolare), chiesa parrocchiale di Santa Barbara; Giovanni Balducci, Madonna del Carmelo (particolare), chiesa parrocchiale di Santa Maria; Giò Bernardino Azzolino, Madonna col Bambino e Santi (particolare), chiesa parrocchiale di Santa Maria; Francesco Zoda, Madonna col Bambino e Santi (particolare, chiesa di San Nicola di Bari; Giovanni De Simone, Sacra Famiglia (particolare), chiesa di San Martino; Fabrizio Santafede, Madonna delle Grazie (particolare), chiesa parrocchiale di Santa Barbara.

Nella settimana precedente alla riapertura del museo, fu divulgata la mostra “Le teste di fuoco e la croce perfetta” di Francesco Antonio Caporale (Sambiase 1954 – vive e opera a Lamezia Terme (CZ); artista poliedrico la cui ricerca, mediata dalla pittura, dalla scultura e dalle installazioni polimateriche, affronta negli ultimi anni i temi universali dell’umanità, nelle sue profonde accezioni antropologiche, spirituali, etiche, che ne configurano l’esistenza e il suo contraddittorio rapporto con il mondo “tracce continue per il ritrovamento di un’auspicata cifra salvifica”.

Il General Assembly di ICOM a Vienna, il 24 agosto 2007,  riporta la più recente definizione di museo:“Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, e le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto.” Per richiamare i contenuti basilari di questa “missione”, si progettò il decimo evento virtuale comprendente suggestive immagini fotografiche di famiglie e persone emigrate da Taverna negli anni 1928-1934, recuperate nell’archivio del museo per focalizzare un particolare frangente storico della comunità locale che riemerse nella emozionante osservazione di volti ormai scomparsi.

Il 19 maggio 2020, giorno di riapertura del museo, l’omaggio di Alfredo Granata (Celico CS 1956 – dove vive e opera), testimonianza creativa realizzata durante uno dei più drammatici periodi della nostra storia, inusitata riprova che l’arte è valore salvifico universale. A corredo dell’evento virtuale il testo scritto dallo stesso artista: «Il ciclo pittorico “pioggiAcida” è composto da ottanta manufatti, tutti rigorosamente della stessa dimensione. E’ un diario visivo vissuto in completa solitudine in un atelier, uno spazio “sacro”, che ha dovuto sopportare e supportare l’energia creativa di un visionario libero e indipendente. Un racconto per cromie e immagini, a volte leggere ed eteree e spesso dure e sferzanti, che saranno montate in un polittico da esporre in uno spazio volutamente dismesso. La “pioggiAcida” (tutte tecniche miste su carta riciclata) è composta da miriadi di lacrime impregnate di precarietà in un momento particolare della nostra vita. E’ un mio omaggio a tutte quelle persone che non ci sono più, agli eroi che hanno permesso ancora di esserci e alle nuove generazioni che avranno il compito di testimoniare un periodo di crisi, dovuta a una guerra combattuta contro un nemico invisibile».

Con l’intento di coinvolgere sempre più direttamente l’artista nel rapporto opera-fruitore, favorendo la sua imprescindibile partecipazione condivisa, venne programmato l’undicesimo evento online attraverso il video “Nell’Uno” di Elena Diaco Mayer (Padova 1968 – vive e opera a Catanzaro), artista già presente nel percorso del M.A.C.A.T. (Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Taverna). Dieci le opere sul rispecchiamento del sé : «Contrariamente allo specchio comunemente usato, qui lo specchio non restituisce un’immagine nitida della persona in cui i tratti dell’individualità siano ben visibili. Lo specchio  non è conferma di esistenza, del: “io sono”. L’immagine riflessa, indefinita ed evanescente, evoca un senso di impermanenza e fragilità: “Io sono” non è una certezza. Come nello stato meditativo, in cui i contorni dell’individualità si dissolvono, lo sguardo sull’immagine di sé può diventare uno strumento di consapevolezza. Perdendo i caratteri distintivi della persona resta l’immagine indistinta che rende simile ogni persona ad ogni altra. Resta ciò che accomuna tutti: l’essenza universale, l’Essere. La superficie specchiante diventa mezzo per mettersi in contatto con le nostre fragilità, il nostro essere impermanenti e privi di essenza propria, ma di conseguenza anche il nostro essere divino. L’Uno di cui siamo inseparabile parte».

La programmazione virtuale del museo continuò con la mostra “Forme e presenze” di Mavi Ferrando (Genova 1945 – vive e opera a Milano). L’artista utilizza per le sue opere soprattutto il legno ma anche il ferro, materiali di riciclo e materie plastiche; l’ambiguità dell’apparire è da sempre il cardine su cui si sviluppa il suo intero lavoro. Dopo una serie di esperienze figurative, pop e informali svolte negli anni sessanta, all’inizio degli anni ’70 comincia ad occuparsi delle forme e della percezione degli oggetti, giungendo ad elaborare un linguaggio proprio e provocatorio rasentante intenzionalmente l’assurdo. Queste le dieci opere selezionate per la mostra: Trasgressioni 30 e 31; Eccedo; Racs; Variazioni blu; Trasgressione 22; E; Senza titolo; Yor; Trasgressione 19; Narciso; Senza titolo; Senza titolo; Nel campo visivo.

Il mese di maggio 2020 si concluse con il progetto realizzato in collaborazione con Alice Penda (Dibombari Cameroun 1980 – vive e opera Douala ), che invitò per la mostra collettiva i seguenti artisti del Camerun: Crépin Bwemba,  Maxime de Kongui, Salifou Lindou Fouanta, Jean Emati. Nell’usuale formula 10X, di seguito le opere digitalizzate e divulgate: Crépin Bwemba Ti amo; Crépin Bwemba Safari; Maxime de Kongui Ayuta per il Ndop; Maxime de Koungui Guy Bilong; Salifou Lindou Fouanta La pastorella 1; Salifou Lindou Fouanta La pastorella 2; Jean Emati Ambassy Bey; Jean Emati Il pazzo, il dottore, il poeta; siamo tutti un poco; Alice Penda (AWA) Senza titolo; Alice Penda (AWA), Senza titolo.

Nel mese di giugno l’omaggio al maestro Aldo Turchiaro (Celico (CS) 1929 – vive e opera a Roma), reso possibile grazie al fondamentale contributo di Marcia Theophilo, poetessa di fama mondiale candidata al premio nobel della letteratura e compagna di vita dell’artista. Aldo Turchiaro dipinge le sue prime opere ispirandosi a Carlo Carrà e Giorgio de Chirico, aderisce in seguito al realismo espressionista e al neorealismo ma con un linguaggio proprio che lo porterà ad affrontare attraverso il lirismo-profetico i temi dell’apocalisse, fra il mondo animale e quello tecnologico. Le immagini selezionate riproposero il tema dell’antologica “Animali di ariamareterra”, comprendente alcune straordinarie tele create dal maestro per la sua amata Calabria: L’abbate Gioacchino detto da Fiore nato a Celico; Ritratto della poetessa Marcia Theophilo; La mia calabria 3; Pianeta blu; La luna nella montagna; Albero da sempre; Come San Sebastiano; Amore amor; La tavolozza del delfino.

Nell’ambito del lavoro di valorizzazione della collezione d’arte contemporanea del museo e dei numerosi artisti ivi documentati, venne considerata la mostra “Anna Boschi o della pittura parlante”; anche in questo furono dieci le opere pubblicate, realizzate negli anni 2012 – 2015 e appositamente selezionate dalla stessa artista: In conscio – intromissione nel colore 6; In-conscio – intromissione nel colore 7; In-conscio – variabile 4; In-conscio – variabile 7; In-conscio – variabile 8; In-conscio – variabile 10; Lettera in ombra 2; Lettera in ombra 3; Life geography; Ricerchiamo. Anna Boschi Cermasi (Bologna 1944 – vive e opera a Castel San Pietro Terme BO), è pittrice, performer, autrice di libri d’artista e installazioni, curatrice di mostre, operatrice culturale. Attiva dalla fine degli anni Sessanta, espone dal 1974 e annovera una sessantina di personali e numerose collettive sul territorio nazionale e all’estero. Tra gli eventi di grande prestigio cui partecipa ricordiamo la Triennale di Bologna 2000, la 50a Biennale di Venezia e la London Biennale 2004. I suoi esordi si iscrivono nel clima post-informale e in quello della sperimentazione prossima alla poesia visuale. Dal 1984 entra a far parte del circuito della Mail Art, di cui diventa un’esponente di punta, partecipando ad un gran numero di progetti e mostre internazionali. Sue opere si trovano in collezioni permanenti pubbliche e private in Italia e all’estero. Custodisce due preziose collezioni a cui spesso attinge per importanti esposizioni: il Mailartmeeting Archives, che raccoglie opere di arte postale, e l’A.L.D.A. – Archivio Libri D’Artista, intitolato alla poetessa Alda Merini.

La mostra “Realismo lirico” di Giovanni Marziano (Catanzaro 1949 – dove vive e opera), consolidò ulteriormente il rapporto di proficua collaborazione tra il museo ed uno tra i più importanti artisti operanti in Calabria che per l’occasione mise a disposizione dell’istituzione culturale dieci sue pregevoli opere, due delle quali omaggiavano la potenza creativa di Mattia Preti: Ricordo di un amore; Segni del tempo; Jeans; Diario segreto; Drappo bianco; Mare Nostrum; Notizie del sud; Oggetti nello studio; Omaggio a Mattia Preti; Io e Mattia; i titoli delle immagini figurative realizzate con l’alto magistero di una tecnica pittorica che s’ispira ai valori dei grandi Maestri, come lui stesso afferma: “Dei miei principali punti di riferimento pittorico, Vespignani e Caravaggio, ho sposato la concezione pittorica del binomio inscindibile tra estetica ed etica, della bellezza raccontata nella verità. Perché nel realismo nel bello si racconta la verità.”

Ancora in giugno la divulgazione in rete del video proposto da Anna Poerio (Qualiano 1964 NA – vive e opera a Teverola CE) artista già documentata nella collezione del museo, fondatrice dell’Associazione Culturale “Alessandro Poerio”, la cui famiglia di origine ebbe un ruolo fondamentale nell’evoluzione politica e culturale della patria di Mattia Preti. Il seguente testo di Veronica Nicoli venne pubblicato per la lettura delle opere:  «Le atmosfere nella Pittura di Anna Poerio portano con sé un alone di mistero e suggeriscono uno spazio metafisico; sono capaci di trasportare lo spettatore in una dimensione profonda e lontana.  L’Artista offre a vedere la visione fulminea della dualità presente nella natura dell’uomo e nella vita dell’intero universo. Materialità e spiritualità creano un’opera simbolica di gran classe. Una pittura carica di inquietudini sul senso dell’esistenza e sul significato dell’arte. Non v’è una tradizione, uno stile o una tendenza pittorica che possa contenere o limitare la personalità di Anna Poerio. Nonostante ciò la sua opera pittorica è intrisa della conoscenza della storia della pittura. Ogni stile pittorico di cui si è nutrita nel corso degli anni le ha permesso di scandagliare da vera esploratrice ogni angolo, di ricercare con attenzione ogni elemento che fosse in grado di fornirle una nuova visione, una creazione di immagini avvolte da una profonda poesia».

Con la mostra “Es” di Maria Ditaranto (Putignano BA1968 – vive e opera a Potenza),  si concluse il primo ciclo dei diciannove eventi virtuali che il Museo Civico di Taverna realizzò nell’ambito del progetto nazionale del MIBACT “La cultura non si ferma”. Lettere del vivente; Le due lune; In principio era il verbo b; Maternità; Bianca lancia; Lilith; Lo specchio di Alice 22; The four season; Humanitas; Ecce homo, le opere presentate furono corredate dalla seguente nota critica di Rino Cardone: «The Four season. Ci sono stagioni, fasi lunari e posizioni dello zodiaco. Ci sono mani, campi energetici e riserve individuali, di energie psichiche. Da una parte c’è il cosmo, con i suoi moti ed i suoi pianeti, e dall’altra parte c’è l’Es, che si alimenta di ricordi. Nelle grotte di Altamira e Lascaux, l’individuo rappresentò il suo mondo esteriore: la natura. Nelle grotte di Ardeche e Cosquer, l’essere umano riprodusse la mano per mostrare una traccia del suo universo interiore. In quattro dipinti sulle stagioni, utilizzando la figura delle mani, Maria Ditaranto allinea i simboli e gli archetipi delle geometrie dell’universo, che vibrano all’unisono tra loro. E ci pone domande sul nostro senso di esistere. Dove vanno le onde energetiche emesse dalle nostre dita: che funzionano come antenne apicali della nostra anima? E fin dove arrivano le frequenze di energia che scaturiscono dalla natura? L’icona sacra costruita da Maria Ditaranto intorno a questi temi è quella di un “castello di meditazione”: perpetuo nella sua rappresentazione estetica e solenne e algido nel suo svolgimento stilistico».

A fine giugno 2020 con il concetto del “Museo immateriale” riprese a cadenza settimanale la programmazione divulgativa virtuale dell’Istituto Culturale di Taverna. Per il primo evento, Francesco Sarandrea con la collaborazione di Elena Diaco Mayer realizzò il video “Il silenzio” per la fruizione in rete del lavoro creativo di: Maria Credidio, Lineari vibrazioni; Daniela Rizzuti,  La coda dell’occhio; Roberta Saullo, Sedimenti; Sebastiano Dammone Sessa, Appunti; Giuseppe Negro, Silence; Consuelorita Cosentini, Ancoràggio; Santo Alessandro Badolato, Ecologia della perdita; Antonella Raio, Genuflessione; Elena Diaco Mayer, Ritrovarsi in un riflesso; Meri Tancredi, T=S/V3.   La seconda mostra dal titolo “Aurum” (anche questa programmata nell’ambito del progetto “Museo Immateriale”) fu dedicata alle opere di Adriano Fida (Reggio Calabria 1978 – vive e lavora a Roma), pittore realista-immaginario, autore dei dieci dipinti da lui scelti: Estasi di Santa Teresa d’Avila; Annuncio del martirio di Nicolò Picardi; Euterpe,; Insomnia,; Kiss me (self portrait); L’occhio dell’angelo; Narcissus; Obolus; Silentportrait; The golden King; a corredo il  testo critico di Laura Catini «(…)Dipinti che “tendono a mettere in risalto l’importanza del recupero del concetto di aúra. (…) coinvolgono l’osservatore nell’ammirazione dei dettagli, secondo un tempo lento, utile a indagare il senso misterioso che le avvolge(…)».

L’evento successivo registrò la partecipazione di Antonio Saladino (Lamezia Terme 1950 – dove vive e opera), artista ben documentato, sia nel percorso espositivo permanente del museo, sia nel contesto del M.A.C.A.T. che nell’ultimo decennio, attraverso mirati inserimenti di sculture, installazioni polimateriche e formelle con testi poetici, ha inciso significativamente sulle istanze estetiche, oggi fruibili nel centro urbano di Taverna arricchendone e spesso mutandone le principali caratteristiche. Come nei precedenti progetti, le opere: Fragile architettura; Italy; Scultura da parete; Scultura da parete; Scultura da parete; Crocifisso; Maternità; Portatrice di foglie; Apollo; Portatore di niente; furono selezionate direttamente dall’artista e arricchite dal testo critico di Alice Traforti «..Nel fare arte, Antonio Saladino ricorre al proprio occhio allenato: osserva, individua, toglie la polvere, fa riaffiorare la discendenza diretta del Mediterraneo dal Mediterraneo, la traduce in forma visiva e la investe di ruolo significante, riattualizzando verità a lungo sepolte……».

L’ultimo evento di “Museo immateriale” divulgò l’opera di Lucia Rotundo (Catanzaro 1974 – dove vive e opera) con la mostra 10X “ Bianche simmetrie”, anche in questo caso si consolidò il rapporto privilegiato tra l’artista e il museo “aperto” mediante una condivisa partecipazione al progetto istituzionale. Le opere scelte furono: Ascesa; Viaggio tra storia, mito e identità; Mutamento; Paesaggio; Resilienza; Aura bianca; Architetture poetiche; La via della seta; Poiesis; Tramonto. Queste alcune note del testo critico di Vittoria Coen: «il colore bianco è il primo punto di riflessione osservando il lavoro di Lucia Rotundo. Il bianco è una sintesi, ma è anche un non- colore, un’assenza fenomenologica da cui appaiono forme, geometrie, volumi, elementi frastagliati parte di una natura “congelata” nel lavoro che entra a pieno titolo a farne parte (…) natura e cultura, il binomio tanto caro alle avanguardie degli anni 60 riacquista forza nelle opere in cui l’elemento naturale ritrova il proprio spazio vitale, la propria dignità a pari di un materiale frutto dell’esperienza umana (…)».  A conclusione della programmazione virtuale del Museo Civico di Taverna divulgata nella pagina Facebook (con  ulteriore rimando nella pagina Istagram), i seguenti numeri raggiunti : 65246 visualizzazioni, 1267 likes e 550 condivisioni, denotarono un soddisfacente successo degli eventi, ai quali, nell’ambito di questo contesto editoriale si da più duraturo riscontro.

Nell’unico evento programmato “in presenza”, fruito da numerosi visitatori, il 12 Agosto 2020 fu inaugurata nella sala antico refettorio di palazzo San Domenico la mostra “Recuperando il filo della storia – Tracce documentali e manufatti del patrimonio museale dal secolo XVII ai giorni nostri”. Il progetto, curato dalla direzione del museo, recuperò per il successivo inserimento nel percorso espositivo del museo, una serie di pregevoli manufatti di arte tessile, databili dal secolo XVII al secolo IX, passati al patrimonio demaniale a seguito delle legge governative del 1867, tra questi: una serie di paramenti sacri di varie manifatture e provenienza; un raffinato paliotto facente parte verosimilmente dell’originale altare della Madonna della Provvidenza progettato e realizzato da Gregorio Preti negli anni trenta del Seicento; un piccolo arazzo raffigurante La Madonna con il bambino Gesù, spedita a Don Giuseppe Antonio Preti parroco in Taverna”. In mostra anche il manoscritto della Cronica di Taverna nelle cui pagine è riportata la fiorente attività delle due “Prefetture della seta e dei panni”. Come segno di continuità tra la poca conosciuta tradizione tessile della patria di Mattia Preti e la sua contemporaneità culturale, una speciale sezione della mostra fu dedicata alle opere d’arte contemporanea di Achille Pace, Marta Pederzoli, Calogero Barba e Rosa Spina, le cui materie tessili, pittoriche e scultoree, proposero inusitate comparazioni creative. La mostra fu parzialmente visitabile fino al 30 novembre 2020, con il supporto informativo del gruppo di lavoro Servizio Civile Universale “The Beauty of Art and Culture”.

Nel 2020 e con successivi atti istituzionali, furono ufficializzate le seguenti donazioni di opere per la sezione Arte Contemporanea del Museo Civico di Taverna: Claudio Mario Feruglio (Udine 1953 – dove vive e opera), Padre Nostro e Le isole del silenzio; Rosa Spina (Giarre 1946 – vive e opera a Catanzaro) Cantico dai ritmi arcaici; Caterina Arcuri (Catanzaro 1963- dove vive e opera) Diario – Cecilia; Toni Ferro (Napoli 1936 – Catanzaro 2004), Ferm(a)ti un attimo; (opera donata da Caterina Arcuri); Maria Ditaranto (Putignano BA 1968 – vive e opera a Potenza), Le due lune di Lilith; Antonio La Gamba (Vibo Valentia 1954 – vive e opera a Vibo Valentia e Pizzo Calabro), Omaggio a Mattia Preti (opera installata nel percorso permanente del MACAT); Maria Credidio (Terranova di Sibari 1957 – vive e opera a San Demetrio Corone), Untitled #0 – Untitled #8; Tarcisio Pingitore (Luzzi 1952, dove vive e opera), Tu; Francesco Antonio Caporale (Sambiase 19.., vive e opera a Lamezia Terme)

dal 1° Ottobre al 31 Ottobre
Lunedì: chiusi
da Martedì a Domenica: 9:30 – 12:30 / 16:00 – 18:00
dal 1° Aprile al 1° Ottobre
Lunedì: chiusi
da Martedì a Domenica: 9:30 – 12:30 / 16:00 – 19:00

Adulti: €XX
Bambini e Studenti ingresso libero

Piazza del Popolo, 14 - Taverna (CZ)